Alla vigilia della manifestazione sportiva, i sindacati richiamano l’attenzione sulla crisi industriale: migliaia di lavoratori rischiano di essere travolti dalla chiusura dell’area a caldo
A pochi giorni dall’avvio della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, Cgil, Cisl e Uil di Taranto lanciano un appello alle istituzioni: l’entusiasmo per la manifestazione sportiva non faccia passare in secondo piano la crisi occupazionale che rischia di travolgere il territorio.
“Vorremmo che ci fosse un impegno fermo e deciso di tutte le rappresentanze istituzionali che arriveranno in città a non dimenticare l’ulteriore dramma che rischia di abbattersi su un territorio costretto a vivere, dopo l’emergenza epidemiologica, anche quella di natura occupazionale”, sottolineano le organizzazioni sindacali territoriali.
L’appello arriva all’indomani del saluto rivolto dagli stessi sindacati ai Giochi del Mediterraneo, con l’auspicio che l’appuntamento possa esaltare i valori della pace, della fratellanza e della solidarietà tra i popoli. Ma, secondo Cgil, Cisl e Uil, accanto alla festa resta una crisi industriale e sociale che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori.
“Va bene l’ondata di entusiasmo per i XX Giochi del Mediterraneo, ma a Taranto c’è anche un’emergenza sociale che riguarda 8mila lavoratori dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, 1.500 dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria e oltre 2.500 lavoratrici e lavoratori dell’indotto e degli appalti, questi ultimi ancora più vulnerabili ed esposti agli effetti della crisi industriale”, affermano i segretari generali Giovanni D’Arcangelo (Cgil Taranto), Antonio Baldassarre (Cisl Taranto Brindisi) e il coordinatore Gennaro Oliva (Uil Taranto).
Il timore riguarda non soltanto il futuro produttivo dell’ex Ilva, ma soprattutto le ricadute occupazionali ed economiche su lavoratori, famiglie e territori. “Siamo certamente preoccupati per il futuro produttivo dell’ex Ilva – aggiungono – ma innanzitutto lo siamo per il futuro di queste lavoratrici e di questi lavoratori e per le prospettive economiche di interi territori, che rischiano di impoverirsi”.
I sindacati contestano il rischio che l’attenzione pubblica possa concentrarsi esclusivamente sui Giochi, lasciando in secondo piano la crisi industriale. “L’opinione pubblica è distratta dalle performance sportive, dalle navi illuminate e dai teli ombreggianti”, osservano, mentre una parte della popolazione “è convinta che non sarà toccata da questo dramma sociale, accarezzando una miope illusione”.
A preoccupare ulteriormente le organizzazioni confederali è la possibilità che, dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro la fine di ottobre, possano essere avviate procedure di licenziamento collettivo. Da qui la richiesta di un intervento straordinario da parte del Governo e del Parlamento, sul modello delle misure adottate durante l’emergenza pandemica.
“Chiediamo alle istituzioni, ai parlamentari e a tutti coloro che hanno un ruolo in questa vicenda di avviare una discussione immediata in Parlamento, per varare una misura efficace come quella prevista dall’articolo 46 del decreto-legge 18/2020, il cosiddetto Decreto Cura Italia”, chiedono Cgil, Cisl e Uil.
L’obiettivo è introdurre una misura specifica per le lavoratrici e i lavoratori dell’area ex Ilva certificata dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, prevedendo il blocco dei licenziamenti per i lavoratori dell’indotto e degli appalti dello stabilimento.
Contestualmente, i sindacati chiedono un ammortizzatore sociale speciale che consenta di mettere in sicurezza il reddito dei lavoratori, in attesa dell’avvio di un percorso di riqualificazione professionale.
L’appello è rivolto anche ai vertici delle istituzioni. “Dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci aspettiamo il necessario sostegno; dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci aspettiamo fatti, azioni concrete di sostegno, per mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori”, affermano i rappresentanti sindacali.
La conclusione guarda proprio al rapporto tra la grande vetrina internazionale dei Giochi e il futuro della città. “Lo facciamo anche per quelli che pensano che un’emergenza del genere non tocchi la loro condizione – concludono D’Arcangelo, Baldassarre e Oliva – mentre noi siamo convinti del contrario. I XX Giochi del Mediterraneo rappresentino un nuovo inizio, ma non siano una parentesi temporale prima della condanna a una fine drammatica”.



