di Angelo Nasuto
Atleti e visitatori arriveranno in città per le competizioni. Ma al di là del Palazzetto dello Sport manca ancora un collegamento evidente tra la manifestazione e il patrimonio turistico della Tebaide
Domani Taranto alzerà il sipario sulla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, una manifestazione destinata a coinvolgere non soltanto il capoluogo jonico, ma l’intero territorio provinciale. Tra le città protagoniste ci sarà anche Massafra, che ospiterà nel proprio Palazzetto dello Sport le gare di taekwondo e tennistavolo.
Per la città della Tebaide, l’appuntamento rappresenta anche una preziosa occasione di promozione. Atleti, tecnici, accompagnatori e visitatori provenienti da diverse parti d’Italia e dai Paesi del Mediterraneo arriveranno in provincia di Taranto: un pubblico potenzialmente interessato a conoscere non solo gli impianti sportivi, ma anche le peculiarità dei territori che ospitano le competizioni.
La domanda, allora, è inevitabile: Massafra ha colto fino in fondo questa opportunità? A giudicare da ciò che si vede nel centro cittadino, la risposta sembra essere soltanto parziale.
Passeggiando per le strade del centro, infatti, non emergono particolari elementi che richiamino i Giochi del Mediterraneo o che invitino gli ospiti a scoprire il patrimonio storico, paesaggistico e culturale della città. Non si notano, almeno in maniera evidente, locandine, striscioni o installazioni capaci di legare Massafra alla grande manifestazione internazionale.
Un’occasione mancata? Forse. Di certo, la sensazione è che si sarebbe potuto fare di più per trasformare la presenza delle competizioni sportive in un vero strumento di promozione territoriale. Qualcosa, tuttavia, è stato messo in campo. Merita di essere segnalata, in particolare, l’iniziativa dell’InfoPoint Massafra nell’ambito di “Destinazione Mediterraneo – Festival dell’accoglienza e della promozione turistica di Taranto e Provincia”.
Dal 22 agosto al 3 settembre 2026 Massafra sarà protagonista di uno spazio dedicato alla valorizzazione dei territori, nel quale raccontare la propria identità e le risorse che caratterizzano la città. Un’occasione per presentare il patrimonio culturale, le tradizioni, le eccellenze enogastronomiche e le peculiarità del territorio a un pubblico più ampio.
L’iniziativa, realizzata con l’impegno dell’InfoPoint e dell’assessorato al Turismo e alla Cultura, punta dunque a portare la “massafresità” fuori dai confini cittadini e a intercettare visitatori, sportivi e turisti che arriveranno in provincia durante i Giochi.
Perché una manifestazione internazionale come i Giochi del Mediterraneo non è soltanto sport. È anche promozione, confronto, relazioni e possibilità di costruire una narrazione diversa dei territori coinvolti. E Massafra, sotto questo profilo, avrebbe molto da raccontare: dalle gravine al patrimonio storico e architettonico, passando per le tradizioni popolari, l’enogastronomia e il Carnevale Massafrese.
Proprio per questo resta qualche interrogativo sulle iniziative di accoglienza organizzate direttamente in città. Si sarebbero potuti immaginare tour guidati per atleti e accompagnatori, visite nel centro storico, percorsi dedicati alla scoperta delle gravine o appuntamenti culturali capaci di accompagnare la presenza sportiva.
E perché non pensare anche a una sfilata o a un’esibizione del Carnevale Massafrese? Sarebbe stata un’occasione per presentare agli ospiti una delle espressioni più caratteristiche dell’identità cittadina. Invece, almeno per ciò che è visibile oggi, il rapporto tra Massafra e i Giochi del Mediterraneo appare ancora poco evidente.
Il Palazzetto dello Sport sarà certamente il cuore delle competizioni. Ma la sfida, per una città che vuole fare turismo, dovrebbe essere un’altra: fare in modo che chi arriva per assistere a una gara abbia anche un motivo per fermarsi, passeggiare per le vie del centro, conoscere il territorio e portare con sé il ricordo di Massafra. Le potenzialità ci sono. La vetrina internazionale anche. Ora resta da capire se questa opportunità riuscirà davvero a lasciare qualcosa oltre il campo di gara.



