di Rosa Surico
Arriva dall’ Università di Tel Aviv una predizione sulle specie marine che dal Mar Rosso stanno lentamente arrivando nel Mare Nostrum. Alcuni pesci sono già monitorati da tempo, altri starebbero per effettuare una vera e propria spedizione
Mar Mediterraneo, ma che cos’ è questo mare? Lo storico francese Fernand Achille Braudel, esperto di cambiamenti delle civiltà, lo definiva come un susseguirsi di mari. Non un’ unica civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre.
Il Mediterraneo è mille cose insieme o prendendo in prestito da un napoletano, le parole, è mille colori. Giochi proprio del Mediterraneo a Taranto (a parte). Sarebbero i colori e non solo ad attrarre secondo il recente studio del Prof. Jonathan Belmaker della School of Zoology. E ci arriva, la notizia, dalla città israeliana bagnata proprio dal Mediterraneo. O è la certezza? Lungimirante, certo, delle specie marine che questo mare dentro altri mari, sia”quello più intelligente“, senza però aver mai letto la scrittrice e sceneggiatrice turca Alev Lytle Croutier. “É l’ utero. Il liquido amniotico delle civiltà” O dei pesci.
Tre le specie,(attraverso il modello statistico individuato dall’ università del Medio Oriente) che lo hanno puntato come fossero feti desiderosi di continuare a sguazzare in un ambiente più libero ma meno caldo, di quello del loro habitat naturale, il Mar Rosso, sono:
Triglia indopacifica,
Carangide maculato,
Pesce palla stellato.
Il fenomeno è chiamato Migrazione Lesspsiana, dall’ ideatore, l’ ingegnere Ferdinand de Lesseps, che nel 1869 si occupò dello scavo nel Canale di Suez: il passaggio principale di spostamento causato dal cambiamento climatico e dal conseguente innalzamento delle temperature nel Mar Mediterraneo come fosse un mare tropicale.
Gli studiosi hanno analizzato queste tre specie prima e dopo la migrazione. Definite come “aliene“, vanno ad occupare nell’ ambiente marino, i posti già occupati dai nativi in maniera “coatta” e creando una lotta diretta per il cibo.
Tra gli invasori già presenti e monitorati da tempo:
Il pesce coniglio scuro,
Il pesce coniglio striato,
Il pesce scorpione,
Il pesce palla maculato.
Sono già note le loro caratteristiche proprio attraverso la recente analisi. Se il pesce coniglio scuro distrugge le alghe privando i pesci nativi di rifugio, il pesce coniglio striato compete solo con i pesci autoctoni. Se il pesce scorpione dotato di spine altamente velenose, attacca se attaccato nel suo habitat, il pesce palla maculato arriva ad attaccare le reti dei pescatori per l’ alto tasso di veleno che può inoculare ( tetrodossina) potenzialmente pericoloso anche per l’ uomo. Alieni nel Mediterraneo, ognuno con il proprio obiettivo b. Pazzi, tutti pazzi per il Mediterraneo! Ma i ricercatori sono chiari: il rischio di distruggere l’ ecosistema del Mare Nostrum, nella parte centrale, è altissimo e come ogni anno invitano a segnalare eventuali presenze sospette, non già note. I mari italiani potrebbero essere direttamente minacciati dalla loro presenza. L’ aggiornamento costante della mappatura e il monitoraggio è fondamentale.


