Aloisi: “La continuità dello stabilimento passa anche dalla tenuta dell’indotto”
Manuela Aloisi, in rappresentanza di Confimi Industria, pone l’accento sugli effetti finanziari delle misure previste e, soprattutto, sulla necessità di garantire la tenuta delle imprese fornitrici dell’ex Ilva: “Per noi questo è un punto centrale”. La possibilità di ricorrere a garanzie annuali, secondo quanto previsto dalla relazione tecnica, potrebbe evitare il congelamento di risorse destinate a coperture pluriennali, aumentando la disponibilità di cassa e consentendo di sostenere la continuità produttiva e il rimborso dei prestiti statali. Un beneficio la cui effettiva portata, sottolinea Aloisi, dovrà essere verificata nella concreta applicazione della misura.
Ma le risorse, secondo Confimi Industria, devono essere gestite considerando anche le condizioni delle aziende che garantiscono lavorazioni, manutenzioni e servizi allo stabilimento. “Non possiamo permettere che i benefici finanziari della misura si fermino ai cancelli della grande fabbrica”. Le imprese dell’indotto, infatti, anticipano costi, sostengono il pagamento delle retribuzioni e mantengono competenze e capacità operative indispensabili anche per la sicurezza e per qualsiasi prospettiva di trasformazione del sito. Da qui la richiesta di affiancare alla misura un sistema di monitoraggio, con informazioni periodiche alle amministrazioni competenti sulla disponibilità effettiva delle risorse e sul loro utilizzo, dando conto anche dell’andamento dei pagamenti alle imprese dell’indotto. Confimi propone inoltre una ricognizione dei crediti commerciali e un programma di pagamento costruito sulle risorse effettivamente disponibili.
L’associazione esprime quindi una valutazione favorevole alla conversione del decreto, chiedendo però che alla maggiore flessibilità nella gestione delle garanzie corrispondano adeguate e continuative coperture ambientali, trasparenza sugli effetti finanziari e attenzione concreta alla filiera dei fornitori. La tenuta delle imprese tarantine e il futuro industriale dello stabilimento, conclude Aloisi, sono strettamente collegati. Tutelare entrambi significa salvaguardare occupazione e competenze del territorio e, allo stesso tempo, preservare una base siderurgica considerata essenziale per la capacità produttiva e la competitività della manifattura italiana ed europea.



