Per il giovane ricoverato in codice rosso è stata sciolta la prognosi
Sono sette in tutto, tre minorenni e quattro maggiorenni, le persone rimaste ferite ieri sera a seguito della potente esplosione di un falò abusivo in via Grazia Deledda, al rione Tamburi di Taranto.
I giovani coinvolti sono giunti al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata dove hanno ricevuto le cure del caso. Malgrado alcune voci restituissero un diverso bilancio, nessuno ha riportato ferite gravi.
In sei, secondo quanto riferito da Ansa, sono stati medicati e dimessi già durante la notte. Questa mattina ha lasciato l’ospedale anche il ragazzo che inizialmente era stato ricoverato in prognosi riservata. E’ stato riclassificato da codice rosso a codice azzurro. Per lui la prognosi di guarigione è di 15 giorni.
Tre dei feriti, riferisce l’agenzia, sono stati poi condotti in Questura per ricostruire l’episodio che è stato ripreso anche da numerosi video poi postati sui social network.
LA RICOSTRUZIONE. In occasione della festività di San Giuseppe alcuni giovanissimi avrebbero accatastato della legna assieme a materiale esplodente (si parla di liquido infiammabile o una bombola di gas) e appiccato il fuoco. Dalle immagini si vede chiaramente un giovanissimo accendere con una staffa di fortuna, la pila di legna. Da qui la forte esplosione, seguita da urla e panico. Una tragedia sfiorata secondo i soccorritori.
Contestualmente altri falò abusivi sono stati eretti in città. Un altro video immortala un folto gruppo di persone riunite attorno ad un falò nel quartiere Paolo VI dove sarebbero stati posizionati petardi e fuochi d’artificio esplosi dopo l’accensione. Paura tra gli astanti intenti a fuggire, tra loro, si vede dalle immagini, anche un uomo con un bimbo in un passeggino.
“I tragici fatti della sera di San Giuseppe ripropongono con prepotenza all’attenzione di tutti il problema delle periferie e del rispetto della legalità. In tante parti di Italia le tradizioni si trasformano in occasioni di festa, di opportunità di guadagno ed attrattiva per i turisti. Da noi qui a Taranto il tutto è pericolosamente lasciato nelle mani dei ragazzini e di alcuni adulti ancor più incoscienti dei primi. È evidente che gli interventi di chi doveva vigilare non sono bastati, occorreva presidiare il territorio ed intervenire con decisione. – ha commentato il vice presidente di Unione Civica Massimo D’Anna – Ma è evidente che questo tipo di attività crea dei nemici ed è altrettanto noto a tutti che certe zone della città sono un importante serbatoio di voti per certa politica. Per troppo tempo nella nostra città si è tollerato di tutto nel nome di una sorta di “pace sociale” utile solo agli interessi di pochi. È ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che Taranto torni ad essere una città libera dalla illegalità diffusa e dilagante. Se non si educa alla legalità contrastando ogni tipo di devianza tutto apparirà sempre lecito e “normale” alle spese ed alla faccia di chi vorrebbe un’altra città”.


