La deputata dem Francesca Viggiano parla di “progressivo disimpegno” nei confronti della città. La segretaria provinciale Anna Filipetti chiama in causa i parlamentari del centrodestra: “Adesso li aspettiamo al varco”
La rimodulazione disposta dal Ministero dell’Ambiente riduce da 28,5 a 13,94 milioni di euro i finanziamenti destinati al porto di Taranto per le infrastrutture legate all’eolico offshore. Una decisione che ha suscitato la reazione della deputata del Partito Democratico Francesca Viggiano e della segretaria provinciale del Pd, Anna Filipetti.
“È scandaloso il progressivo disimpegno del Governo nei confronti di Taranto. Il taglio dei fondi destinati all’eolico offshore è l’ennesima conferma di una politica fatta di annunci, ai quali seguono puntualmente arretramenti e sottrazione di risorse. Eppure le accise continuiamo a pagarle noi, mentre gli investimenti promessi al territorio vengono sistematicamente ridotti o cancellati”. Lo afferma in una nota Francesca Viggiano, commentando la rimodulazione dei finanziamenti.
“Parliamo di oltre 14 milioni sottratti a un territorio che affronta contemporaneamente la crisi dell’ex Ilva, il dramma dell’indotto e il ridimensionamento delle attività portuali. L’eolico offshore non è un progetto accessorio, ma una concreta prospettiva di riconversione industriale, nuova occupazione e sviluppo sostenibile. Dimezzarne le risorse significa colpire una delle poche alternative economiche reali offerte alla città.
Taranto sembra interessare al Governo soltanto quando c’è da nominare un commissario. – Sottolinea – Ma una città non si governa con i commissariamenti, né le sue vertenze possono essere affrontate come emergenze permanenti. Servono una strategia industriale, investimenti certi e impegni mantenuti.
Il Governo chiarisca immediatamente le ragioni di questo taglio e ripristini integralmente i 28,5 milioni previsti. Non è accettabile continuare a chiedere sacrifici a Taranto e, nello stesso tempo, privarla degli strumenti necessari a costruire un futuro diverso”.
Sul tema è intervenuta anche la segretaria provinciale del Pd, Anna Filipetti. “Da 28,5 a 13,94 milioni di euro. Quasi dimezzate le risorse destinate a Taranto per le infrastrutture legate all’eolico offshore. È questo il modo in cui il Governo intende sostenere la diversificazione produttiva, il rilancio del porto e il futuro di Taranto?
Perché mentre a Taranto si scrivono lettere, si annunciano collaborazioni e ci si dichiara pronti a lavorare insieme per il territorio, quando il Governo del centrodestra taglia le risorse, i suoi parlamentari improvvisamente scompaiono. – Si legge nella nota – Dove sono? Che fine ha fatto la loro proverbiale reattività istantanea quando si tratta di dichiararsi disponibili a collaborare con il territorio? Collaborare non significa scrivere una lettera. Significa assumersi responsabilità quando c’è da difendere Taranto dalle scelte del proprio Governo.
Non si può parlare di diversificazione produttiva e contemporaneamente tagliare le risorse a uno dei progetti strategici individuati per accompagnare il territorio oltre la crisi industriale. Taranto non ha bisogno di parlamentari disponibili sulla carta. Ha bisogno di parlamentari che facciano sentire la propria voce quando arrivano i tagli. – Conclude Anna Filipetti – Adesso li aspettiamo al varco: basta lettere, vogliamo sapere cosa intendono fare per fermare questo taglio”.


