La sottosegretaria al Mimit: “Sono ancora prospettabili due scenari: la cessione dei soli stabilimenti che effettuano le lavorazioni dei laminati d’acciaio oppure la cessione di questi assieme all’area a caldo tarantina
“Non credo che si possa accusare il Governo di immobilita’, perche’ il Governo, nella complessita’ dello scenario, continua e prosegue le trattative per la cessione degli impianti che Ilva possiede sull’intero territorio nazionale”. Lo ha detto la sottosegretaria al Mimit, Fausta Bergamotto, replicando nell’Aula del Senato sul Dl ex Ilva. “Sono ancora prospettabili due scenari: la cessione dei soli stabilimenti che effettuano le lavorazioni dei laminati d’acciaio oppure la cessione di questi assieme all’area a caldo tarantina.
L’esito della trattativa – ha ricordato – e’ influenzato, non solo dalle prospettive imprenditoriali dei possibili acquirenti, ma anche dalle vicende giudiziarie che riguardano l’area a caldo di Taranto”.
Bergamotto ha ricordato che il decreto legge all’esame del Senato “si e’ reso necessario per preservare la funzionalita’ degli impianti siderurgici nelle more della procedura di vendita in corso. Non viene eliminato nessun presidio ambientale” ha aggiunto. “In sostanza, c’e’ stata una rimodulazione temporale della copertura finanziaria, pensata per consentire alle imprese in amministrazione straordinaria di reperire piu’ agevolmente le garanzie necessarie per il tempo occorrente all’ingresso di un nuovo acquirente”.
L’esponente del Mimit ha ripercorso le vicende giudiziarie davanti alla Corte d’appello di Milano che pochi giorni fa ha ribadito la sospensione dell’attivita’ a caldo produttiva dell’Ilva di Taranto entro il 25 ottobre e alla Corte di cassazione che il 20 ottobre discutera’ il ricorso dei commissari di Adi. “E’ chiaro – ha sottolineato – che entrambe le vicende, come risulta palese, influenzano l’attivita’ degli organi commissariali, anche nelle scelte di pianificazione a breve termine relative agli impianti di Taranto” (Radiocor)



