FIM, FIOM, UILM, USB, CGIL, CISL e UIL domani a Palazzo Chigi: “Se non arriveranno risposte concrete, dalla prossima settimana partirà la mobilitazione”
Il Consiglio di Fabbrica e le RSU di Acciaierie d’Italia, Ilva in Amministrazione Straordinaria e appalto, insieme alle segreterie di FIM, FIOM, UILM e USB e alle categorie territoriali di CGIL, CISL e UIL, si sono riuniti oggi per fare il punto sulla complessa vertenza dell’ex Ilva e sulla fase emergenziale che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori. Al termine dell’incontro, le rappresentanze sindacali hanno diffuso una nota nella quale definiscono la situazione “ormai non più sostenibile”, sottolineando come una crisi che si protrae da oltre 14 anni continui a generare incertezza, precarietà e pesanti ricadute occupazionali ed economiche. Una situazione che, secondo FIM, FIOM, UILM, USB, CGIL, CISL e UIL, non riguarda soltanto i lavoratori diretti, quelli di Ilva in A.S. e dell’appalto, ma rischia di coinvolgere l’intera filiera industriale e il futuro del territorio ionico e pugliese.
Le organizzazioni sindacali evidenziano come l’attuale emergenza non sia improvvisa, ricordando di aver denunciato da tempo le criticità industriali, occupazionali e sociali progressivamente aggravatesi, anche a causa delle limitate risorse disponibili per la gestione commissariale: “Le rappresentanze sindacali hanno denunciato da tempo le criticità industriali, occupazionali e sociali che progressivamente si stavano aggravando”, si legge nella nota, nella quale viene ricordato che le segnalazioni sono state portate all’interno dello stabilimento, agli enti ispettivi, ai tavoli istituzionali e attraverso iniziative di mobilitazione, con la richiesta di interventi prima che la situazione arrivasse all’attuale livello di emergenza.
Sul tema della salute e dell’ambiente, FIM, FIOM, UILM, USB, CGIL, CISL e UIL ribadiscono che “la questione della salute, dell’ambiente e del lavoro non possono essere contrapposte tra loro”. Per le organizzazioni sindacali, “Taranto e i suoi lavoratori hanno già pagato un prezzo troppo alto”. A preoccupare è soprattutto l’assenza di una prospettiva industriale definita. Tra i lavoratori, sottolineano i sindacati, cresce l’incertezza in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, prevista per il 20 ottobre. Nel frattempo, all’interno dello stabilimento procede la fase di preriscaldo degli impianti, con il rischio di un ulteriore aumento della cassa integrazione e di un aggravamento delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori.
Parallelamente, viene evidenziato il rischio che la crisi si estenda al sistema dell’appalto e dell’indotto, con possibili ripercussioni su imprese, salari e migliaia di posti di lavoro. Di fronte a quella che viene definita una “fase emergenziale senza precedenti”, secondo le organizzazioni sindacali “non bastano più dichiarazioni, rassicurazioni o rinvii”. Servono, invece, “decisioni, risorse e strumenti straordinari”.
Il sindacato chiede quindi al Governo di introdurre misure specifiche a tutela di tutti i lavoratori coinvolti, compresi quelli dell’appalto e dell’indotto, per evitare che l’emergenza industriale e ambientale possa trasformarsi in “una vera e propria bomba sociale”. FIM, FIOM, UILM, USB, CGIL, CISL e UIL ritengono inoltre indispensabile che il Governo prosegua il confronto con le organizzazioni sindacali e recepisca le rivendicazioni condivise con i lavoratori, garantendo misure straordinarie che vadano oltre gli strumenti attualmente previsti dalla legislazione. Tra le richieste figurano anche strumenti in grado di accompagnare concretamente la transizione ecologica e occupazionale, attraverso percorsi di accompagnamento al pensionamento anticipato e la possibilità di aderire, su base volontaria, a incentivi all’esodo, come già avvenuto in passato.
Per i sindacati, però, la questione non può essere ridotta alla semplice gestione degli esuberi. “Non si tratta semplicemente di gestire gli esuberi, si tratta di governare una fase straordinaria”, si legge nella nota, attraverso la tutela della continuità occupazionale e l’avvio di un serio piano industriale che preveda nell’immediato un processo di decarbonizzazione. Le organizzazioni ribadiscono quindi la necessità di un confronto costante con Governo, Regione e istituzioni locali, precisando però che “il confronto, per essere utile, deve produrre risultati”. La richiesta è quella di un forte intervento pubblico in grado di governare il processo di decarbonizzazione e la riconversione industriale, garantendo tutti i lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in A.S., ADI Energia, Servizi, appalto e indotto.
“La transizione non può essere un alibi per ridurre l’occupazione né può diventare un nuovo capitolo di sacrifici per il territorio”, affermano FIM, FIOM, UILM, USB, CGIL, CISL e UIL, secondo cui, dopo il prezzo pagato da Taranto in termini di salute, ambiente e lavoro, “Taranto non può più accettare di scegliere tra occupazione e diritto alla salute”. La nota si concentra infine sull’incontro convocato dal Governo per domani a Palazzo Chigi. La convocazione, fanno sapere le organizzazioni sindacali, è arrivata nella giornata di ieri e rappresenta un appuntamento considerato decisivo.
“Il tempo è scaduto e necessitano risposte certe ai lavoratori”, sottolineano i sindacati, chiedendo al Governo e alla politica di “assumersi fino in fondo le proprie responsabilità” e di mettere sul tavolo “soluzioni concrete, finanziariamente sostenibili e immediatamente attuabili”. Le organizzazioni sindacali annunciano inoltre che, qualora dall’incontro di domani non arrivassero risposte tangibili, a partire dalla prossima settimana saranno avviate tutte le iniziative di mobilitazione ritenute necessarie per garantire la continuità del lavoro e del reddito, oltre alla tutela della salute, dell’ambiente e del futuro industriale del territorio. “Il tempo e la pazienza dei lavoratori sono giunti al termine”, concludono FIM, FIOM, UILM, USB, CGIL, CISL e UIL. “Dopo anni di sacrifici, adesso servono risposte e risorse certe per la transizione ecologica e sociale”.



