Intervista al consigliere UDC, Emiliano Messina. “Il sindaco ritarda le decisioni, la città non si fida più di questa Amministrazione. Avanza l’improvvisazione nei lavori del Consiglio comunale”
Consigliere Messina, le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco. Lei è d’accordo?
“Se dovesse permanere questo stallo, meglio tornare al voto. Avanza l’agonia, ormai, nei lavori del Consiglio comunale…”.
L’agonia?
“Si, un sentimento di rassegnazione. D’improvvisazione permanente. La maggioranza ha perso il contatto con la città. Non è più in grado d’intercettarne i suoi bisogni elementari. Taranto somiglia con il passare dei giorni a Caoslandia”.
Tornare al voto, come sostiene lei, in un momento di crisi complessa. Di emergenze non ordinarie. E con un centrodestra che, complessivamente, non sembra proporre un progetto alternativo di governo. Non le sembra un azzardo?
“Ho molto apprezzato la sua proposta dei giorni scorsi. Quella concernente la nascita di un Governo di grande coalizione. Un esecutivo di larghe intese. Noi dell’UDC saremmo anche disponibili ad una soluzione del genere. Per il bene della comunità. Nell’interesse dei tarantini. Ma, ipotesi cosi nobili, non credo possano essere contemplate dall’attuale maggioranza”.
Cosa rimprovera al sindaco?
“La mancata chiarezza. Il suo procrastinare le decisioni. Perché non ha raccontato la verità in campagna elettorale? Sono vent’anni che siede in Consiglio comunale, ricoprendo ruoli diversi. Conosceva le criticità dell’ente, i dossier più spinosi. Ma ha taciuto. La gente questa cosa l’ha capita, per questo non si fida più”.
Il presidente del Consiglio comunale chiede di abbassare i toni.
“E cosa significa abbassare i toni? Non fare opposizione? Non disturbare il manovratore? Girarsi dall’altra parte? Taranto ha bisogno dell’esercizio della responsabilità, no di chiusure vittimistiche”.
Avete cominciato a discutere nelle Commissioni consiliari del prossimo Bilancio di Previsione?
“L’attività è ferma, le attività sono ferme. Come le dicevo prima, avanza l’improvvisazione. Una stanca, e preoccupante, rassegnazione”.


