di Maria D’Urso
Resta il velo di incertezza per il futuro di 96 famiglie. La mozione della maggioranza prevede la proroga fino al 30 novembre e l’impegno di stanziare risorse straordinarie per salvaguardare i posti di lavoro
La proroga del servizio di manutenzione ordinaria del verde resterà in vigore fino al 30 novembre. Fino a quella data, i lavoratori delle aziende Bitella e VerdeIdea resteranno quindi coperti dal contratto. Contestualmente, le ditte partecipanti alla gara hanno presentato un piano di assorbimento, obbligatorio per legge. Dopo l’aggiudicazione, si aprirà una fase di trattativa tra i sindacati e le ditte vincitrici, alla presenza di un rappresentante del Comune, per definire concretamente il piano di assorbimento dal momento che finora ha sempre operato “nella legalità”. È quanto stabilito dalla mozione approvata oggi pomeriggio a Palazzo di Città dalla maggioranza del sindaco Piero Bitetti, durante il consiglio comunale monotematico dedicato alla vertenza dei lavoratori del verde urbano. In assise hanno preso parte i sindacalisti Salvatore Stasi di Slai Cobas, Stefano Sibilla di SGI, Giuseppe Romano di Flai Cgil e Andrea Trenta di Uil.
“L’intento dell’amministrazione – ha chiarito a fine seduta alla stampa l’assessore all’Ambiente Fulvia Gravame – è preservare tutti i lavoratori. Per questo, dopo l’aggiudicazione della gara, nonostante le criticità di bilancio, faremo in modo di utilizzare le risorse straordinarie dell’avanzo libero. Resta il fatto che, fino a novembre, ai lavoratori sarà garantita la continuità lavorativa. Per quanto riguarda i dipendenti delle ditte private, l’ente civico si sta impegnando per garantire la continuità occupazionale”. Tuttavia, resta incerto il futuro di tutti i 96 lavoratori, che a detta di Gravame, potrebbero essere “riassorbiti tutti”. Quest’ultimi, presenti oggi pomeriggio tra il pubblico, non hanno gradito quanto approvato in aula giudicando la seduta infruttuosa. “È inammissibile – ha tuonato Stasi al termine della seduta, parlando con la stampa – lasciare la palla alle organizzazioni sindacali. Inoltre, non hanno risposto a nessuna delle criticità che abbiamo evidenziato in questi quattro mesi di lotta sindacale. Quando abbiamo presentato le carte che documentavano le irregolarità, non hanno fatto niente. Anche se in aula è stato detto e messo a verbale che la gara partirà il 30 novembre, sono sicuro che accadrà prima. Noi non ci fermeremo qui”. Anche Sibilla ha ribadito quanto sia stato difficile, in questi lunghi mesi, per i lavoratori esporsi, denunciare le aziende e mettersi in una posizione di vulnerabilità. Per questo, ha sottolineato, non sarà “moralmente ammissibile che i lavoratori debbano lavorare a ribasso”.
Il chiarimento del dirigente
Durante la fase degli interventi, il dirigente Alessandro De Roma ha precisato alcuni aspetti della procedura ancora in atto: “Rispetto alle risorse stanziate – ha detto – per ovvie ragioni abbiamo dovuto comunque procedere con la gara e la proroga era una scelta obbligata. Vale lo stesso per la clausola sociale, che segue normative nazionali ben definite e, di fatto, non porta benefici concreti”. De Roma ha poi chiarito che ci saranno “meno servizi”, perché “Taranto sconta un’estensione importante e il servizio non può protrarsi su un territorio così vasto”.
La pacatezza dell’opposizione
Dopo le ultime tre sedute, iniziate ma mai concluse a causa delle forti tensioni e di altrettanti colpi di scena, quella di oggi pomeriggio si è svolta in un clima molto più pacato. Tranquilla è stata anche l’opposizione che, per intuibili ragioni, durante il dibattito ha sostenuto le rivendicazioni dei lavoratori. Adriano Tribbia, per Prima Taranto, ha dichiarato che “non si può convocare un consiglio comunale a cose fatte”, denunciando il “silenzio dei corridoi” e sostenendo che “tutto il tempo che è trascorso fino a oggi è stata una precisa presa politica della maggioranza”. Per Gregorio Stano del MoVimento 5 Stelle, il consiglio “avrebbe dovuto tenersi qualche giorno prima, a giochi non fatti, per conoscere l’esito della gara”. Luca Lazzaro di Fratelli d’Italia ha invece affermato che “ovviamente alcune aziende hanno fatto ricorso” e che il vero «nodo di questa vicenda resta come garantire un servizio di ordine per la città”.
Mirko Di Bello del Partito Repubblicano ha giudicato “assurdo essere in assise a lottare per il lavoro, quando avrebbero dovuto essere potenziati i finanziamenti”, mentre Emiliano Messina (Udc) ha chiesto quale fosse la verità. Dall’altra parte, la maggioranza non è intervenuta nel dibattito, fatta eccezione per Antonio Lenti (Verdi), che ha presentato la mozione poi approvata. Va tuttavia precisato che il testo votato non coincide con quello originariamente presentato dal consigliere di Forza Italia Massimiliano Stellato, che aveva richiesto la convocazione del consiglio monotematico. Nella mozione dell’opposizione, discussa nella seduta poi annullata dalla maggioranza di Bitetti, il consigliere azzurro chiedeva, con il sostegno dei colleghi di minoranza, di verificare la platea dei lavoratori destinatari della clausola sociale e di definire un piano di salvaguardia occupazionale, oltre a garantire la continuità del servizio a beneficio dei lavoratori e della comunità.
La mozione è stata votata da tutti i presenti in aula, mentre Vincenzo Di Gregorio e Gianni Azzaro erano assenti. L’unico esponente della maggioranza ad assentarsi durante la votazione è stato Nicola Catania (Dc), il quale ha poi chiarito ai microfoni di Cosmopolis di averlo fatto per ragioni strettamente personali, pur ribadendo il proprio sostegno alla maggioranza.
Il sindaco Piero Bitetti non ha preso parte alla seduta perché si trovava a Bari, in Regione, per l’incontro dedicato alla vertenza dell’ex Ilva.


