La Rsu di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria di Genova esprime solidarietà ai lavoratori tarantini e chiede al Governo un piano industriale credibile, fondato sulla decarbonizzazione e sulla salvaguardia dell’occupazione
La vertenza ex Ilva non riguarda soltanto Taranto o Genova, ma l’intero comparto siderurgico italiano. È il messaggio lanciato dalla Rsu di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria di Genova, che esprime solidarietà ai lavoratori tarantini e chiede al Governo un piano industriale credibile, fondato sulla decarbonizzazione e sulla salvaguardia dell’occupazione.
“Quanto sta accadendo a Taranto ci riguarda tutti”. È questo il punto di partenza del comunicato diffuso il 15 ottobre dalla rappresentanza sindacale unitaria genovese, che denuncia le conseguenze della fermata degli impianti, il ricorso alla cassa integrazione a zero ore e l’assenza di certezze sul futuro produttivo del gruppo. Una situazione che, secondo la Rsu, mette a rischio oltre 15mila famiglie che da anni chiedono la possibilità di lavorare con dignità. Da Genova arriva quindi un messaggio di sostegno alla mobilitazione dei colleghi pugliesi. “Non staremo a guardare”, affermano i rappresentanti dei lavoratori, respingendo l’ipotesi che il futuro del principale gruppo siderurgico italiano venga affrontato attraverso chiusure e ammortizzatori sociali, senza una strategia industriale di lungo periodo.
La richiesta rivolta al governo è quella di affiancare il nuovo acquirente nella definizione e nella gestione di un piano industriale concreto e sostenibile, che preveda investimenti immediati per la decarbonizzazione. Tra gli interventi indicati figurano la realizzazione di forni elettrici e di impianti per la produzione di ferro preridotto (DRI), considerati essenziali per assicurare una prospettiva produttiva e occupazionale a tutti gli stabilimenti, da Taranto a Genova.
La Rsu genovese invita inoltre i lavoratori dei siti del Nord a unirsi alla protesta, trasformando le mobilitazioni locali in un’unica vertenza nazionale. L’obiettivo è costruire una risposta comune alle incertezze che attraversano il gruppo e ottenere garanzie sul futuro industriale e occupazionale. Il comunicato si chiude con un appello all’unità tra i lavoratori dei diversi stabilimenti: “Da Genova a Taranto, nessuno si salva da solo. O ci salviamo tutti o non si salva nessuno”.



