La sinistra xxelly, la doppia taglia di un progressismo vecchio nella sua idea di nuovo, delinea le carriere politiche in Puglia. E sancisce i fallimenti, come nel caso del sindaco di Taranto. Le risposte offerte sono più scarse delle domande abbozzate
Emiliano candidato al Parlamento Europeo, Decaro in pista per succedergli in Regione, Melucci con il commissario a fargli da balia. Il Pd pugliese è sostanzialmente tutto qui. L’esemplificazione di una debolezza. La delimitazione di un perimetro slabbrato. Dalle ambizioni personali. E dalle bocciature, come nel caso del sindaco di Taranto, manifeste. Toglietemi tutto, ma non le mie – e le nostre – candidature. La sinistra della Schlein, la compagna XXELLY, la doppia taglia di un progressismo duro e puro senza essere né duro né puro, ripropone il vecchio nell’impossibilità di definire il nuovo. Promozioni. Bocciature. Sogni (più o meno proibiti). Incubi che divengono troppo presto realtà. Dilettantismi rovinosi spacciati per New Deal in salsa mediterranea. Non cambia nulla anche quando sembra che qualcosa cambi. La più veritiera definizione di politica resta quella coniata da Rino Formica un quarto di secolo fa: “Sangue e merda”. La Puglia è amministrata malissimo, il disavanzo di oltre 250 milioni di euro nella sanità pubblica grida vendetta e rilancia diversi interrogativi sull’eventualità di un commissariamento decretato da Roma. Taranto – e i suoi Giochi – commissariati lo saranno a breve invece. La città appare sempre più avviluppata in un clima di odio e rancori personali difficili da estirpare. Cerchi magici parecchio tronfi (la vicenda di Kyma Ambiente può determinare qualsiasi epilogo), fedeltà meschine al posto delle idee, celebrano la vittoria di profili caratteriali deficitari sulla proposta di medio e lungo periodo. Il progetto è andato, reso schiavo dal bipolarismo dell’umore. Le Province torneranno ad essere enti di primo livello, con buona pace di Delrio. E di tutti quei costituzionalisti che non mandavano giù l’azzoppamento del vincolo di rappresentanza. Non ci sarà il terzo mandato consecutivo per i sindaci; l’ultimo – e forse unico – possibile freno ad una candidatura del primo cittadino di Bari, a prossimo presidente della Regione, è venuto meno adesso. E’ uno strano movimento quello che sembra mettersi in moto. Una sorta di caos calmo inerziale. Flaccido. Le risposte offerte sono infinitamente più scarse delle poche domande abbozzate. Ma ai più sembra andare bene cosi. Auguri.