Gli agenti hanno recuperato anche una pistola modificata
La Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà due giovani di 20 anni, entrambi residenti a Grottaglie, ritenuti presunti responsabili dei reati di ricettazione, porto abusivo di arma clandestina e resistenza a pubblico ufficiale, commessi in concorso tra loro.
L’episodio si è verificato nella notte, quando il personale del Commissariato di Grottaglie è intervenuto a seguito di una segnalazione relativa alla presenza sospetta di due giovani che, a bordo di uno scooter di grossa cilindrata e con caschi integrali, si aggiravano nei pressi di una stazione di servizio alla periferia della città delle ceramiche. Una zona, peraltro, interessata di recente da numerosi episodi di furto.
Giunti nei pressi dell’area segnalata, i poliziotti hanno incrociato lo scooter con i due sospettati procedere nel senso opposto di marcia e, azionando i dispositivi acustici e luminosi, hanno intimato l’alt. Il conducente, nel tentativo di sottrarsi al controllo, ha perso il controllo del mezzo, complice anche l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, finendo per urtare violentemente la parte anteriore dell’auto di servizio.
Nonostante la caduta, i due giovani sono riusciti ad allontanarsi a piedi, facendo perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti, approfittando dell’oscurità. Tornati sul luogo dell’incidente, gli agenti hanno rinvenuto sull’asfalto una pistola a salve, priva del tappo rosso e con caricatore inserito, presumibilmente persa da uno dei fuggitivi durante la caduta. Recuperato anche lo scooter, risultato rubato alcuni giorni prima nello stesso comune e con il nottolino di accensione divelto.
Le successive indagini hanno consentito agli operatori del Commissariato di risalire all’identità dei due giovani, rintracciati presso le rispettive abitazioni. All’interno delle case sono stati inoltre recuperati i caschi e gli indumenti indossati durante la fuga, ancora sporchi di terra e foglie e con evidenti segni di abrasione compatibili con la caduta dal mezzo, accuratamente occultati.
Messi di fronte agli elementi raccolti, i due 20enni hanno ammesso le proprie responsabilità. Gli atti sono stati quindi trasmessi all’Autorità giudiziaria competente e i giovani denunciati in stato di libertà.


