I finanzieri hanno individuato 33 apparecchi scollegati dalla rete telematica dell’Agenzie delle Dogane e dei Monopoli. Cinque le persone segnalate all’Autorità competente
Oltre 8 milioni di euro di prelievo unico erariale evaso. È questo il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Taranto che ha portato alla luce un sistema illecito legato all’utilizzo di slot machine non collegate alla rete ufficiale.
Nel mirino delle Fiamme Gialle cinque circoli ricreativi del capoluogo ionico, dove sono stati individuati 33 apparecchi da gioco irregolari, capaci di erogare vincite in denaro ma scollegati dalla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Cinque le persone segnalate all’Autorità competente.
L’attività ispettiva, condotta dal Comando Provinciale di Taranto nell’ambito di un piano coordinato di contrasto al gioco illegale, rappresenta l’evoluzione sul piano fiscale di precedenti operazioni svolte in sinergia tra il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e il Gruppo Taranto.
Determinante l’analisi dei dati: incrociando le informazioni presenti nelle banche dati con quelle raccolte durante i controlli sul territorio, i militari hanno individuato i soggetti da sottoporre a verifica. Le successive ricostruzioni hanno consentito di stimare in oltre 36 milioni di euro la base imponibile sottratta a tassazione.
Da qui la quantificazione dell’evasione: più di 8 milioni di euro di prelievo unico erariale non versato dai gestori dei cinque circoli. Il tributo, introdotto nel 2003, si applica agli apparecchi da intrattenimento ed è calcolato sulle somme giocate, registrate dai contatori delle macchine.
L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel settore del gioco pubblico, dove l’azione repressiva si affianca alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. L’obiettivo è contrastare offerte di gioco illegali e prive di garanzie, proteggendo in particolare le fasce più vulnerabili, come i minori.
I controlli rientrano nelle attività di polizia economico-finanziaria a presidio del territorio, finalizzate non solo al recupero delle entrate erariali, ma anche al contrasto dell’economia sommersa, dell’abusivismo commerciale e di possibili fenomeni di riciclaggio.



