Respinta la richiesta di riforma della sentenza di primo grado. Confermate le responsabilità degli altri imputati coinvolti nell’omicidio
La Corte d’Assise d’Appello di Taranto ha confermato la condanna all’ergastolo per Tiziano Nardelli, 53 anni, ritenuto il mandante dell’omicidio del fratello Cosimo Nardelli, ucciso nel 2023.
I giudici di secondo grado hanno confermato l’impianto accusatorio già accolto nel processo di primo grado, che aveva portato alla condanna al carcere a vita dell’imputato. Secondo la ricostruzione della Procura, Tiziano Nardelli avrebbe commissionato l’omicidio al gruppo dei Vuto, maturato nell’ambito di contrasti economici legati alla gestione della cooperativa di famiglia.
La Corte ha dunque ribadito la responsabilità del 53enne quale mandante del delitto. Diversa, invece, la posizione di Paolo Vuto, per il quale la pena è stata rideterminata in 30 anni di reclusione a seguito di un concordato in appello proposto dalla difesa, con il parere favorevole della Procura e successivamente accolto dai giudici.
Confermata anche la condanna a 30 anni di carcere per Cristian Aldo Vuto, 23 anni, reo confesso dell’omicidio e autore materiale degli spari che costarono la vita a Cosimo Nardelli. Resta invariata inoltre la pena di 25 anni per Francesco Vuto, che secondo l’accusa era alla guida della motocicletta utilizzata per l’agguato.
La Corte d’Assise d’Appello ha confermato anche la condanna a 18 anni di reclusione per Kasli Ramazan, mentre per Giada Vito la pena è stata rideterminata in un anno e dieci mesi.



