Le condanne per gli imputati sono state descritte in 700 pagine dal giudice Giulia Proto
È stata emessa la sentenza del processo “Dominio” che ha visto coinvolto il Comune di Statte. Le pene pesantissime hanno confermato in gran parte l’impianto accusatorio della Direzione Distrettuale Antimafia.Il processo con rito abbreviato ha condannato a quattro anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione, con l’interdizione dai pubblici, l’ex sindaco Francesco Andrioli, ritenuto dall’accusa, beneficiario del sostegno elettorale del gruppo criminale in occasione delle amministrative del 2021. Al centro dell’inchiesta Davide Sudoso, considerato il capo dell’organizzazione criminale che è stato condannato a venti anni di reclusione, confermando la ricostruzione della procura per più capi di imputazione come traffico di droga, disponibilità di armi e capacità di condizionare il voto. Pesantissime anche le condanne per altri presunti componenti, in totale 35 condanne . Il giudice Giulia Proto in 700 pagine ha evidenziato il fitto sistema di connivenza tra politica e mafia a partire dalle elezioni. Il consenso elettorale sarebbe stato pilotato dal clan. Il comune e le decisioni amministrative sarebbero state a supporto dell’ intero ingranaggio malavitoso.
Il giudice ha sottolineato che il risultato elettorale delle elezioni comunali del 2021 “non è un dato neutro, ma la conferma dell’efficacia di un sistema di condizionamento radicato e diffuso”.


