L’indagine dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Taranto, è partita dal decesso di un lavoratore indiano nel maggio 2024. Contestati, a vario titolo, caporalato, omicidio colposo aggravato e reati ambientali
Due persone sono state arrestate e condotte in carcere nell’ambito dell’operazione “I giorni del cielo”, eseguita dai Carabinieri del Comando provinciale di Taranto su disposizione della Procura della Repubblica. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di un complesso zootecnico composto da tre aziende e di somme di denaro per oltre un milione di euro.
L’inchiesta ha preso avvio dalla morte di un lavoratore di nazionalità indiana, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 in seguito alla caduta da una pala caricatrice. Da quell’episodio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero emersi presunti episodi di sfruttamento della manodopera straniera, gravi violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e una gestione illecita dei reflui zootecnici.
Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni lavoratori sarebbero stati costretti a turni di dodici o tredici ore al giorno, con compensi inferiori a tre euro l’ora, senza adeguati periodi di riposo e in condizioni di particolare vulnerabilità. Sul fronte ambientale, gli indagati avrebbero inoltre realizzato un sistema abusivo per convogliare i liquami in un ampio bacino artificiale situato all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e naturalistici.
Complessivamente sono quattro le persone indagate. A loro vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio colposo aggravato, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato), inquinamento ambientale, disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e impiego di lavoratori stranieri irregolari.
I dettagli dell’operazione e gli sviluppi investigativi saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata per le ore 11 nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Taranto, alla presenza del Procuratore capo della Repubblica di Taranto, Eugenia Pontassuglia, e del comandante provinciale dell’Arma, colonnello Antonio Marinucci.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate dall’autorità giudiziaria dovranno essere verificate nel corso dell’iter processuale.



