Dagli accertamenti successivi è emerso un quadro di presunte vessazioni protratte nel tempo: da mesi, secondo quanto ricostruito, l’anziano sarebbe stato costretto a consegnare denaro sotto minaccia, in un contesto aggravato dalla dipendenza del figlio da sostanze stupefacenti
Intervento nella tarda serata del 24 marzo a Taranto, dove i Carabinieri della Sezione Radiomobile sono intervenuti per soccorrere un anziano vittima di presunti maltrattamenti in ambito familiare. I militari hanno arrestato in flagranza un uomo di 52 anni, residente in città, con l’accusa di estorsione e maltrattamenti nei confronti del padre convivente.
L’allarme è scattato dopo una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte dell’anziano, che, spaventato, si era rifiutato di far entrare il figlio in casa. All’arrivo della pattuglia, l’uomo è stato trovato in evidente stato di agitazione mentre minacciava di morte il genitore nel tentativo di ottenere accesso all’abitazione. L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha consentito di bloccarlo prima che la situazione degenerasse ulteriormente.
Dagli accertamenti successivi è emerso un quadro di presunte vessazioni protratte nel tempo: da mesi, secondo quanto ricostruito, l’anziano sarebbe stato costretto a consegnare denaro sotto minaccia, in un contesto aggravato dalla dipendenza del figlio da sostanze stupefacenti.
L’uomo è stato quindi condotto presso la casa circondariale di Taranto, come disposto dall’Autorità giudiziaria. L’episodio si inserisce nell’ambito degli interventi previsti dal cosiddetto “Codice Rosso”, il protocollo che garantisce corsie preferenziali e tutela immediata alle vittime di violenza domestica.



