L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Raffaele Casto. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro
Sono sette le persone e tre le società iscritte nel registro degli indagati per la morte dell’operaio 38enne di Taranto, deceduto lo scorso 13 aprile nel quartiere Tamburi durante un intervento di manutenzione, dopo essere stato colpito dalla caduta di un palo della luce.
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Raffaele Casto. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Tra gli indagati figurano l’amministratore unico dell’impresa impegnata nel cantiere, alcuni dirigenti della stessa azienda e un dipendente comunale.
Secondo una prima ricostruzione, i pali venivano movimentati mediante un sistema di imbracatura collegato a una gru. Durante le operazioni, uno di essi si sarebbe sganciato, colpendo l’operaio alla testa.
Il pubblico ministero ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni, per accertare con precisione le cause del decesso ed eventuali concause, anche indipendenti dall’impatto.



