di Rosa Elenia Stravato
Sintesi viva e pulsante di quasi due decenni di esperienze artistiche, incontri musicali e percorsi condivisi sotto la direzione del Maestro Graziano Leserri
Esiste una forma di canto corale che, radicata nelle nostre immaginazioni, rappresenta il fuoco della cultura afroamericana. Una cultura che, tuttavia, segna anche i nostri ricordi collettivi. Il gospel, nato nel contesto – appunto – afroamericano degli Stati Uniti tra XIX e XX secolo, affonda le sue radici nei canti spirituali degli schiavi, nelle melodie di matrice religiosa e nella profonda esigenza di esprimere fede, resilienza e senso di comunità. Caratterizzato da armonie ricche, ritmi sincopati, intensità emotiva e improvvisazione vocale, il gospel si distingue per la capacità di trasformare la musica in veicolo di condivisione, testimonianza e partecipazione collettiva. La scena italiana, pur sviluppatasi in un contesto culturale e sociale differente, ha saputo recepire queste caratteristiche conservando la forza emotiva e spirituale del genere, ma declinandole attraverso la sensibilità musicale e vocale del nostro paese. Gruppi come i WakeUp Gospel Project incarnano questa singolarità: pur rispettando la tradizione afroamericana, integrano il gospel con elementi della musica pop, del jazz e della musica sinfonica, creando un linguaggio originale che parla al pubblico italiano senza perdere l’universalità del messaggio. In Italia, il gospel non è dunque solo importazione culturale, ma esperienza creativa e comunitaria, capace di fondere fede, arte e spettacolo in una forma unica e riconoscibile. L’universo sonoro dei WakeUp Gospel Project si configura come una sintesi viva e pulsante di quasi due decenni di esperienze artistiche, incontri musicali e percorsi condivisi, maturati attraverso una presenza costante e autorevole nei più prestigiosi luoghi della musica italiana e internazionale. Dalla monumentalità del Teatro Petruzzelli di Bari alla raffinatezza acustica del Parco della Musica di Roma, dall’iconica Arena di Verona fino alla solennità del Royal Albert Hall di Londra, il cammino del gruppo ha attraversato spazi simbolici, trasformandoli in luoghi di testimonianza sonora e dialogo interculturale. Nati a Martina Franca, nel cuore della Valle d’Itria, e diretti con carisma e visione dal Maestro Graziano Leserri, i WakeUp Gospel Project rappresentano una delle realtà più solide e riconoscibili del panorama gospel italiano. La loro identità artistica si è costruita nel tempo attraverso un’attività intensa e coerente, che li ha portati non solo a distinguersi in ambito performativo, ma anche a farsi promotori di progettualità culturali di ampio respiro. Emblematico, in tal senso, è il WakeUp Gospel FEST, festival internazionale ideato e curato dal gruppo, giunto a tre edizioni, che ha saputo attrarre artisti e pubblico da contesti diversi, confermandosi come spazio di confronto, formazione e celebrazione della musica gospel nelle sue molteplici declinazioni. Il riconoscimento della critica e degli addetti ai lavori non si è fatto attendere. Già insigniti a Torino del titolo di Miglior Gruppo Gospel Italiano, i WakeUp Gospel Project hanno collezionato numerosi primi premi in concorsi internazionali, affermandosi come una realtà di eccellenza capace di coniugare qualità esecutiva, profondità espressiva e rigore stilistico. Parallelamente, la loro produzione discografica – articolata in diversi lavori che testimoniano una continua evoluzione linguistica – racconta un percorso artistico attento tanto alla tradizione afroamericana quanto alla contaminazione con altri mondi sonori. Elemento distintivo del progetto è la naturale propensione al dialogo con artisti provenienti da ambiti musicali differenti. Nel corso degli anni, il gruppo ha condiviso palchi e repertori con figure di primo piano della black music internazionale e della musica pop italiana, instaurando collaborazioni che spaziano da Amii Stewart a Tony Hadley, da Mahmood ad Achille Lauro, da Karima a Claudio Santamaria, fino a numerosi musicisti, cantanti e direttori d’orchestra di rilievo europeo e statunitense. Particolarmente significativa è stata la sinergia con formazioni orchestrali quali l’Orchestra della Magna Grecia, l’Orchestra Giovanile della Valle d’Itria e l’Orchestra Salentum, che ha dato vita a produzioni di grande impatto artistico, capaci di fondere la potenza corale del gospel con la ricchezza timbrica della scrittura sinfonica. Nel corso degli anni, i WakeUp Gospel Project sono stati protagonisti di importanti festival nazionali e internazionali, partecipando a eventi che rappresentano autentici punti di riferimento per il settore. Dalle rassegne storiche come il Napoli Gospel Festival, il Milano Gospel Festival e il Livorno Gospel Festival, fino a manifestazioni di respiro europeo come Europa Cantat e True Worship Summit, la presenza del gruppo ha contribuito a consolidare il ruolo del gospel italiano all’interno di una scena sempre più globale e interconnessa. Anche nei momenti di difficoltà, come durante il periodo pandemico, il progetto ha saputo reinventarsi, partecipando a edizioni digitali di festival e a iniziative artistiche collettive che hanno mantenuto vivo il legame tra musica e comunità. Alla base di questo lungo percorso vi è una visione chiara: unire qualità musicale e dimensione ludica, testimonianza e animazione, in un equilibrio che rende ogni esibizione non solo un evento sonoro, ma un’esperienza condivisa, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di trasmettere valori di inclusione, speranza e partecipazione. I WakeUp Gospel Project non sono soltanto un coro o un ensemble vocale, ma un vero e proprio laboratorio artistico, in cui la musica diventa strumento di incontro, racconto e rinnovamento continuo. In questa prospettiva, la loro storia appare come un viaggio coerente e appassionato, che continua a rinnovarsi senza tradire le proprie radici, confermando il gospel come linguaggio universale, capace di parlare al presente senza perdere la profondità della sua tradizione.


