di Rosa Elenia Stravato
Una voce pura, il mare e la magia del tramonto: il viaggio emotivo dell’art pop partenopeo conquista la rassegna “Le strade del Mediterraneo”
Il sole che si tasta dietro l’orizzonte, tingendo lo Ionio di sfumature calde, e una platea completamente sommersa, rapita, quasi immobile. Non è stato un semplice concerto, ma un vero e proprio rito collettivo quello che Sara Gioielli ha regalato al pubblico del Medimex di Taranto nell’esclusiva cornice della rassegna, a cura di Antonio Diodato, Le strade del Mediterraneo.
In quel momento esatto, dove il giorno lascia spazio alla notte, la musica della cantautrice puteolana ha trovato la sua dimensione ideale: una poesia spoglia di orpelli, nuda e affilata, eppure pulsante di una vitalità contrastante, capace di far convivere il silenzio sacro con la potenza delle emozioni più terrene.
Classe 2001, un passato da voce bianca nel prestigioso coro del Teatro San Carlo di Napoli e collaborazioni illustri con nomi del calibro di Liberato e La Niña (fino all’esibizione blindatissima per i 66 anni di Madonna a Pompei), Sara Gioielli è la nuova rivelazione della musica d’autore italiana. Il suo album d’esordio, Gioielli Neri -uscito il 16 ottobre 2025- è un manifesto di pop orchestrale e art pop che sta ridisegnando i confini del nostro panorama musicale.
Se nelle cuffie di Sara convivono il cool jazz di Bill Evans, l’indie malinconico di Bon Iver e il dramma sacro di Mia Martini, la sua proposta live è qualcosa di unico. Spesso accostata a Rosalía per l’audacia tecnica e la visione, la Gioielli sceglie però la via del minimalismo. Sul palco del Medimex, spogliata di ogni sovrastruttura pop commerciale, la voce di Sara ha dominato la scena, fluttuando sopra arrangiamenti essenziali ma granitici. Chi era presente ha assistito a un live magnetico, dove la tradizione millenaria del Mediterraneo si è fusa con la modernità elettronica e l’avanguardia. Sara Gioielli ha una missione dichiarata: far piangere, far sentire, far vivere. E sotto il cielo di Taranto, mentre l’ultimo raggio di sole baciava la platea, la missione è stata compiuta. Splendidamente.


