Da Giovannino Guareschi a Federico Orsolino, alla ricerca delle grandi opere letterarie e musicali degli internati militari italiani
di FRANCESCO LOTORO
In attesa che riparta il progetto regionale 100 Viaggi, nuovamente sostenuto e supportato dalla Regione Puglia per l’annualità 2023-2024, i viaggi di ricerca dell’Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria di Barletta non si fermano e procedono senza tregua.
Questa volta è toccato al piccolo borgo di Roncole Verdi, frazione di Busseto, che ha dato i natali a Giuseppe Verdi e dove ha vissuto ed è sepolto lo scrittore Giovannino Guareschi.

Dal 1936 al 1943 capo redattore della rivista satirica Bertoldo, a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943 Guareschi fu fatto prigioniero e trasferito a Czestochowa, Benjaminow, Sandbostel e Wietzendorf; dopo la Guerra fondò la rivista Candido, dal 1950 al 1954 attraversò un periodo difficile a seguito di articoli nei riguardi di alte cariche dello Stato ritenuti gravemente diffamatori.
Nel 1956 la sua condizione fisica si aggravò, morì a Cervia il 22 luglio 1968; tra gli scrittori italiani più prolifici e letti nel mondo, Guareschi deve gran parte della sua notorietà alla saga di Don Camillo e Peppone, divenuta celebre nella trasposizione cinematografica di Fernandel e Gino Cervi.
A Roncole Verdi ci ha accolti Alberto Guareschi, figlio di Giovannino – l’Albertino de La Favola di Natale, capolavoro letterario e musicale di Guareschi e Arturo Coppola – il quale non soltanto ci ha mostrato l’imponente Archivio ma ci ha consentito di scansionare la produzione di Guareschi nei Lager di Sandbostel e Wietzendorf presso i quali fu internato con numerosi militari italiani.

Dopo Roncole Verdi ci siamo recati a Genova per incontrare Paolo Orsolino, figlio del chitarrista e compositore Federico Orsolino, tra i più importanti musicisti del panorama chitarristico italiano.
Già ufficiale della Divisione Pasubio durante la disastrosa spedizione dell’ARMIR in Unione Sovietica, Orsolino rientrò in Italia ma all’indomani dell’armistizio fu fatto prigioniero dai tedeschi e internato a Kustrin, in seguito a Sandbostel e infine a Wietzendorf; durante l’internamento scrisse numerose opere per chitarra, fu il più autorevole promotore della chitarra eptacorde con l’aggiunta di una 7ma corda al basso (differente dalla chitarra eptacorde utilizzata in Russia, accordata a terze).
Al di là del periodo di internamento e della bellezza della sua produzione musicale concentrazionaria, l’intera opera chitarristica di Orsolino è da promuovere e diffondere a livello internazionale; virtuoso altresì di mandolino e liuto, autore di una rara Sonata per chitarra e di un metodo per la didattica del suo strumento, quest’anno il capoluogo ligure ha ospitato il 1° concorso chitarristico a lui intitolato.


