La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel Territorio palestinese occupato dal 1967 ha accolto l’invito del Comitato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti e della Direzione artistica dei Liberi e Pensanti
Il primo ospite della XIII edizione di Uno Maggio Taranto Libero e Pensante è Francesca Albanese. La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel Territorio palestinese occupato dal 1967 ha accolto l’invito del Comitato dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti e della Direzione artistica di Uno Maggio Taranto e il prossimo 1° maggio interverrà dallo storico palco allestito nel parco Massimo Battista che si prepara ad accogliere anche quest’anno migliaia di persone.
“L’uso della tortura psicologica e fisica da parte di Israele contro i palestinesi non è eccezionale, né meramente punitivo: è strategico, deliberato ed è parte integrante del genocidio”. Questo è solo uno stralcio dell’ultimo rapporto presentato a marzo scorso da Albanese che chiama alla responsabilità i governi del mondo e ciascuno di noi in difesa del popolo palestinese e del diritto internazionale.
Per questo, con la certezza di dare lo spazio dovuto ad una delle voci più incisive di questo drammatico momento storico, Uno Maggio Taranto Libero e Pensante 2026 ha scelto e voluto con forza proporre al suo pubblico la voce di Francesca Albanese. A quindici anni dalla morte di Vittorio Arrigoni, noi “Vogliamo restare umani” titolo e cuore del documento politico dell’edizione 2026.
Per le denunce contenute nei suoi rapporti presentati al Consiglio delle Nazioni Unite (“Privazione arbitraria della libertà nel territorio palestinese occupato” 9 giugno 2023, “Anatomia di un genocidio” 25 marzo 2024, “Genocidio come sradicamento coloniale” 1° ottobre 2025 e “Tortura e Genocidio” 23 marzo 2026), Francesca Albanese è finita nel mirino del presidente statunitense Donald Trump. Il tycoon, per mano del suo segretario di stato Rubio, l’ha accusata di aver condotto una “campagna di guerra politica ed economica contro gli Stati Uniti e Israele”, chiedendo a gran voce la sua rimozione dall’incarico. (Crediti foto La Repubblica)


