“Qui, più che in qualsiasi altro luogo della nazione, ogni nuova attività dovrebbe essere salutata con favore. Accompagnare la diversificazione produttiva perché la stessa funga da moltiplicatore di occasioni ulteriori. E, invece, niente. Sembra perpetrarsi la stupidita del secolo sulla decrescita felice”
“A Taranto riusciamo a fare polemica su tutto. Anche sulle opportunità. Persino sulle occasioni di crescita. Ci dividiamo a prescindere. Siamo Campioni del Mondo nell’arte del disfattismo. Della lamentela ai fini politici.” Così in una nota gli esponenti di Aigi Taranto.
“L’ultimo caso di questa deprecabile attitudine, ripetiamo tutta tarantina, concerne l’investimento di 60 milioni di euro previsto per l’Arsenale della Marina Militare. Con la costruzione, nel sito in questione, di un bacino in acciaio galleggiante, capace di avere una portata di 10000 tonnellate. Neanche il tempo di preannunciare la buona notizia che, un secondo dopo, la solita politica populista, responsabile di disastri vari, impalpabile quando ricopriva ruoli di governo, convinta che deindustrializzare sia cosa buona e opportuna, ha bollato la stessa con una ridda di critiche. – Sottolineano – E’ davvero pratica d’irresponsabili comportarsi in questa maniera. In una città che soffre una crisi economica endemica e strutturale. Nella Taranto dell’Ilva che dovrebbe dotarsi di una filiera corta per quel che concerne la trasformazione dell’acciaio. In modo da reimpiegare maestranze e operatori metalmeccanici esclusi dalla transizione green.
Qui, più che in qualsiasi altro luogo della nazione, ogni nuova attività dovrebbe essere salutata con favore. – Prosegue la nota – Accompagnare la diversificazione produttiva perché la stessa funga da moltiplicatore di occasioni ulteriori. E, invece, niente. Sembra perpetrarsi la stupidita del secolo sulla decrescita felice.
Siamo stufi dei demolitori di professione. Di chi, pur di tirare la volata al proprio partitino politico, per qualche decimale in più alle prossime elezioni, distrugge sul nascere ogni idea. – Concludono gli esponenti di Aigi – Ogni progetto. Ogni suggestione. Si allontanino fuori dal tempio, una volta per tutte, i portatori di sventura. Se Taranto versa in queste condizioni, la colpa è dei professionisti del piagnisteo. Sempre presenti. In servizio permanente effettivo.”


