La Filctem Cgil lancia l’allarme sulle criticità delle centrali termoelettriche dello stabilimento siderurgico di Taranto. Dopo il fermo della Cet3 e la mancata manutenzione della Cet2, il sindacato chiederebbe un incontro urgente con i vertici aziendali
Le centrali termoelettriche dell’ex Ilva di Taranto sono sull’orlo di una crisi che potrebbe portare al blocco dell’intero stabilimento siderurgico. A lanciare l’allarme è la Filctem Cgil, che attraverso il segretario generale Francesco Bardinella evidenzia una situazione sempre più critica.
Il 17 marzo scorso, problemi di bassa pressione all’altoforno hanno causato la fermata della centrale Cet3, mentre la centrale Cet2 attendere ancora gli interventi di manutenzione programmati. Una condizione che, secondo il sindacato, mette a repentaglio l’operatività dell’intero impianto. La situazione si è ulteriormente aggravata dopo l’incidente del 7 maggio, quando lo scoppio di una tubiera ha portato al sequestro dell’Afo1 da parte della Procura di Taranto. In risposta, l’azienda ha attivato nuova cassa integrazione, comunicandola ai lavoratori della centrale elettrica con un semplice SMS.
“Chiediamo un confronto immediato per comprendere l’attuale assetto delle centrali”, dichiara Bardinella, supportato dalle rsu Leone e Carrieri. I sindacalisti denunciano inoltre la violazione dell’accordo siglato nell’ottobre 2024 e l’assenza di dialogo con le parti sociali, nonostante le ripetute richieste di incontro.