Prevista per la prossima settimana la conferenza stampa del presidente Cavallo, dopo l’ok sul progetto acquisito dalla società di certificazione. Carlo Azeglio Ciampi, da lassù, sarà felice
Sembra la fortunata – e intelligente – trasmissione di Beniamino Placido e Indro Montanelli dei primi anni ’90 del secolo scorso: “Eppur si muove”. Sembra, per l’appunto. Ma, in questo caso, si tratta di Agromed: la società partecipata dalla Camera di Commercio di Taranto e Brindisi. L’agroalimentare – e la sua filiera – che a queste latitudini si attende, invano, di vedere all’opera da oltre trent’anni. Perché possa generare profitti e posti di lavoro. Avviare la benedetta-maledetta diversificazione economica e culturale cosi alla moda oggigiorno. Cambiare verso, senso di marcia, alla nostra morente prospettiva produttiva. Non siamo in televisione, ma è come se lo fossimo.
La prossima settimana, infatti, dovrebbe tenersi una conferenza stampa. Con il presidente Cavallo; con l’intero CdA di Agromed. La società di certificazione RINA avrebbe dato l’ok al progetto, potranno avviarsi quindi i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dei capannoni ex Miroglio. In quel di Castellaneta, perché Taranto la negletta perde sempre. Perpetrando l’anomalia di essere ospite in casa propria sempre e comunque. Un intervento di circa 5 milioni di euro. Dopo si dovrebbe passare a dare seguito – e gambe – al Piano Industriale. Attualmente gli assunti sono 5, potrebbero diventare dieci volte tanto una volta che le attività andranno a regime.
La città dell’industria con un ruolo guida per l’agricoltura del Mezzogiorno peninsulare? Sembra quasi una nemesi storica. Eppur si muove. Non è la Guerra dei trent’anni. E’, semplicemente, Agromed: il progetto finanziato da Ciampi quando sedeva a Palazzo Chigi. Correva l’anno 1993. Lo staranno facendo rivoltare nella tomba, il povero Carlo Azeglio.


