“Alla testa della nuova Ilva dovranno essere promossi manager conoscitori della materia. Perché, altrimenti, il rischio di disperdere per strada quanto di buono dovesse realizzarsi sarebbe troppo alto”
“L’anno che verrà, cioè quello appena iniziato, dovrà fornire risposte certe sullo stabilimento siderurgico di Taranto. E, una soluzione, definitiva. Il tempo del tergiversare ancora, degli stop and go, delle frasi – e dei concetti – appena abbozzati è abbondantemente scaduto.” Così in una nota gli esponenti di Aigi Taranto.
“Per quel che concerne la produzione. Per il numero degli occupati. Per la tenuta complessiva delle aziende che operano nel sistema dell’appalto. Noi di AIGI, chiunque dovesse essere alla fine il nuovo proprietario dell’acciaieria, il fondo d’investimento statunitense Flacks Group o chi per essi, siamo inamovibili su alcuni principi-base. – Sottolineano – Il mantenimento, nel nuovo assetto societario, di quote azionarie riferibili allo Stato italiano. Una sorta di “Golden Power” dalla valenza strategica. Come garanzia della validità di un Piano Industriale i cui effetti possano essere misurati su cicli temporali medi e lunghi.
Altro presupposto imprescindibile è quello della professionalità e della competenza da mettere in campo. Alla testa della nuova Ilva dovranno essere promossi manager conoscitori della materia. – Si legge nella nota – Di come si produca acciaio in una fase storica segnata da turbolenza geopolitiche. Di quanto la competitività viaggi assieme, mantenendo lo stesso passo, con la sostenibilità. Perché, altrimenti, il rischio di disperdere per strada quanto di buono dovesse realizzarsi sarebbe troppo alto.
E in ultimo, ma non per importanza, il rapporto da ricercare con la città. Con la sua politica. Con le sue associazioni di categoria. – Affermano i rappresentanti di Aigi Taranto – Con le popolazioni residenti. Una grande azienda è un tutt’uno con la realtà sulla quale insiste. Guai a considerarli corpi diversi, quasi estranei. I successi riguardano tutti; o non riguardano nessuno.
I presupposti per inaugurare una nuova stagione economica e produttiva è possibile ravvisarli. – Concludono – Adesso, però, si proceda spediti verso la soluzione. Perché l’anno che verrà sia diverso da quello appena passato.”


