Toma: “Rassicurazioni sullo sblocco dei pagamenti alle imprese dell’indotto”. Riflettori puntati anche sull’udienza del 20 ottobre in Cassazione
Si intravedono i primi, seppur parziali, segnali di svolta sul fronte dell’indotto ex Ilva. Al centro delle interlocuzioni portate avanti nelle ultime settimane dal presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, c’è soprattutto l’emergenza dei pagamenti arretrati alle imprese che lavorano per l’acciaieria, una situazione che i ritardi accumulati hanno ormai portato a un punto critico, mettendo a rischio liquidità, occupazione e continuità aziendale.
Il confronto con Palazzo Chigi e Mimit si è fatto particolarmente serrato, con l’obiettivo di fare chiarezza sia sulle prospettive future del territorio sia sulle emergenze più immediate che stanno mettendo a dura prova il sistema produttivo tarantino. Proprio sul fronte dei pagamenti, dalle interlocuzioni sono arrivate rassicurazioni sia da fonti governative sia dagli stessi Commissari sullo sblocco delle somme arretrate. I primi segnali di ripresa, secondo quanto riferito, dovrebbero arrivare già nelle prossime ore.
“Accogliamo con soddisfazione queste rassicurazioni perché per le imprese dell’indotto ogni giorno di attesa pesa enormemente sulla liquidità, sull’occupazione e sulla possibilità stessa di continuare a operare. È una schiarita importante, ma siamo consapevoli che si tratta soltanto di un primo passo e che resta ancora un mare di problemi da affrontare. – Commenta Toma – La crisi che sta vivendo il nostro territorio è senza precedenti e richiede risposte altrettanto straordinarie, a partire dalla salvaguardia dell’intero tessuto produttivo che ruota attorno all’acciaieria e che coinvolge il futuro di un intero territorio”.
Un prudente ottimismo viene espresso da Confindustria Taranto anche alla luce delle recenti dichiarazioni del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, in vista dell’udienza del 20 ottobre, quando le Sezioni Unite della Suprema Corte saranno chiamate a pronunciarsi sulla vicenda ex Ilva.
Il Procuratore generale ha chiesto l’accoglimento di alcuni dei punti sollevati nei ricorsi straordinari presentati ad agosto da Ilva e Acciaierie d’Italia contro il decreto del 27 luglio della Corte d’Appello di Milano relativo alla fermata dell’area a caldo. Secondo la Procura generale, si rende necessario un nuovo esame del compendio probatorio.
“Si tratta di un passaggio che, pur dovendo essere valutato con la necessaria prudenza, può aprire uno spiraglio significativo sulla questione della fermata dell’area a caldo, ormai imminente. – Si legge nella nota – Attendiamo dunque con attenzione il pronunciamento della Suprema Corte, auspicando che possa essere fatta piena chiarezza su tutti gli elementi della vicenda”.
Per Confindustria Taranto, dunque, i segnali emersi nelle ultime settimane indicano una possibile evoluzione positiva almeno su alcuni fronti, ma non consentono ancora di abbassare la guardia.
“Continueremo a lavorare perché gli spiragli diventino soluzioni concrete. – Sottolinea Toma – Nelle varie interlocuzioni abbiamo discusso anche delle prospettive dell’area jonica, a partire dai progetti coordinati da Confindustria Taranto e da tempo portati all’attenzione del Governo, e delle possibilità di creare nuove prospettive economiche e occupazionali.
Non dobbiamo dimenticare – conclude Toma – che questo territorio ha bisogno di risposte immediate per le imprese dell’indotto, ma anche di una visione industriale credibile, capace di tenere insieme lavoro, produzione, ambiente e salute. Non è più retorica, è una necessità vitale. Ed è su questo che continueremo a incalzare, come abbiamo fatto finora, Governo e istituzioni”.


