E’ possibile per un Paese che dice no a tutto tenersi in piedi? No al nucleare pulito, no ai termovalorizzatori, no ai dissalatori. “Un certo ecologismo integralista è tanto dannoso quanto un capitalismo senza etica”. Conversazione con il presidente regionale di Confapi, Carlo Martino
“Arrestare le lancette della storia non solo è dannoso, ma impossibile”. Il presidente pugliese di Confapi, Carlo Martino, considera assai negativo l’operato degli ingegneri del caos. I demagoghi un tanto al chilo che, sull’altare di un ecologismo integralista, e ideologico, “sacrificano la modernità”. E’ mai possibile, riferisce, “essere sempre contro tutto”. Essere contro “ il nucleare pulito, la costruzione dei temovalorizzatori, la realizzazioni dei dissalatori”. Cosi facendo più che la decrescita felice ci consegniamo “all’insensatezza parolaia”. Al fallimento generale. Come si tiene in piedi un Paese, “se questi sono i presupposti”. Paghiamo, continua il numero uno di Confapi Puglia, “le bollette per l’energia elettriche quattro volte più di quanto non si faccia in Francia e in Germania”.
E perché? “Perché non vogliamo le centrali nucleari in Italia, quelle di ultima generazione, ma le abbiamo ad un tiro di schioppo da noi. Appena varcati i confini nazionali”. Lo scherma è possibile replicarlo con i termovalorizzatori e i dissalatori. “In assenza sia degli uni che degli altri – argomenta, Martino – ci toccheranno le discariche e, in un tempi brevi, un approvvigionamento con il contagocce della preziosa risorsa idrica”. L’Italia, se continuiamo così, va gambe all’aria. “Un ecologismo fondamentalista, sempre contro e mai a favore di qualcosa, è tanto dannoso quanto un capitalismo sganciato dall’etica”. Uno dei compiti di Confapi è proprio quello di combattere l’avanzata “dei profeti di sventura”.