“Necessario uno sforzo politico congiunto per trovare le risorse per coprire gli ultimi tempi tecnici”
Si è svolto nella giornata di ieri, lunedì 15 gennaio, l’incontro chiesto dai sindacati e indetto dal Presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Sergio Prete, con i parlamentari ionici sulla questione della proroga della Taranto Port Workers Agency S.r.l. rispetto a quanto ottenuto dal Governo.
Erano presenti il segretario Filt Cgil Michele De Ponzio, il segretario Fit Cisl Gianluca Semitaio, il segretario Uil Trasporti Carmelo Sasso e i rappresentati politici Dario Iaia (FdI), Vito De Palma (FI), Giovanni Maiorano (FdI), Ubaldo Pagano (Pd) e il senatore Mario Turco (M5S).
Le sigle sindacali hanno ribadito che la richiesta di una proroga di un periodo non inferiore ad ulteriori 18 mesi, rispetto ai 3 ottenuti, sia una condizione strettamente necessario per poter vedere concretizzati e capitalizzati gli investimenti da parte degli operatori economici che si stanno affacciando nell’area portuale.
“La proroga non è uno strumento assistenzialistico, ma bensì un progetto di politiche attive del lavoro – si legge nella nota – con circa 550 lavoratori e che il percorso tracciato al fine di ricollocare i 330 ancora presenti in agenzia, anche attraverso una riqualificazione professionale coerente con le richieste dei nuovi investitori, necessita di uno sforzo politico congiunto per trovare le risorse per coprire gli ultimi tempi tecnici”.
Sia le parti sindacali che quelle politiche si sono rese disponibili a farsi parte attiva per il raggiungimento dell’obiettivo nonostante le mancanze evidenti di risorse economiche che potrebbero essere superate, almeno in parte, mediante la definizione di un cronoprogramma di riqualificazione e di ricollocazione dei lavoratori presso i nuovi investitori e non solo.
La Filt Cgil, la Fit Cisl e la Uil Trasporti incontreranno nuovamente la task force regionale per definire e concretizzare la proceduta amministrativa per il finanziamento dei corsi di formazione, da somministrare ai lavoratori, strettamente necessaria e calzante rispetto ai fabbisogni dei nuovi operatori economici che si stanno, nel breve affacciando, attraverso il percorso normativo e procedurale della zona economica speciale (ZES).