Dopo l’aggiornamento del bando di gara, le aziende interessate all’acquisto dello stabilimento siderurgico potranno presentare le loro manifestazioni d’interesse entro il 15 settembre
Sono sei le pretendenti per l’aggiudicazione del gruppo siderurgico ex Ilva a seguito della riapertura del bando di vendita effettuato dai commissari straordinari Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli. Il bando prevede la presentazione delle offerte entro metà settembre. Secondo quanto riportato dal Messaggero, Baku Steel, Jindal e Bedrock puntano all’acquisto di tutto l’intero perimetro, mentre Marcegaglia, Eusider e Sideralba sono interessati dai singoli asset.
Il percorso di decarbonizzazione degli stabilimenti è stato intrapreso prima con l’Autorizzazione Integrale Ambientale, autorizzata nel mese di luglio, e poi con l’accordo firmato il 13 agosto tra il Governo e gli enti locali, che rendono, rispetto al passato, la transizione un obbligo vincolante per chi compra. Per l’ex Ilva di Taranto l’accordo prevede lo spegnimento degli altiforni alimentati a carbone e la loro sostituzione con forni elettrici e una riduzione della produzione.
Come riportato dal Messaggero, Baku Steel Company avrebbe depositato le manifestazioni d’interesse subito dopo Ferragosto. Gli azeri avevano presentato un’offerta più alta e godeva quindi di una corsia riservata. Jindal Steel e Bedrock Industries, nelle scorse settimane, avrebbero sondato un partner italiano, tra i quali il gruppo Arvedi.
Dopo il 15 settembre, termine ultimo per la presentazione delle manifestazioni d’interesse, i commissari straordinari valuteranno le stesse per poi aprire le trattative sulla base di due criteri: il livello di produzione e il mantenimento di più dipendenti rispetto a quelli attuali. Gli offerenti dovranno chiarire i tempi di decarbonizzazione e le garanzie per l’occupazione e gli impatti ambientali.
Il Governo e i commissari puntano ancora alla vendita in blocco degli impianti, come sottolineato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha aggiunto la possibilità di valutare la realizzazione di due investimenti, uno per l’area del Nord e uno per Taranto. “Ipotesi che potrà essere presa in considerazione esclusivamente – ha affermato Urso – nel caso in cui garantisse risultati complessivi migliori in termini produttivi e occupazionali, pur rimanendo la nostra preferenza per un unico complesso”.
I sindacati, nella giornata di ieri, hanno reso noto che il Ministero del Lavoro ha posticipato dal 28 agosto al 10 settembre l’incontro per discutere della Cigs.