Per Carlo Martino, presidente regionale di Confapi, produzione e tutela ambientale non possono essere scisse l’una dall’altra. “Taranto merita un’acciaieria ecosostenibile”
“Nessuna guerra dei trent’anni tra magistratura e politica, per quel che concerne l’ex Ilva di Taranto”. Così esordisce Carlo Martino, presidente regionale di Confapi, contattato dalla nostra redazione. “Credo – continua il presidente delle piccole e medie impresi pugliesi – che produrre nel rispetto dell’ambiente, e della salute pubblica, debba essere una prerogativa di tutti. Un atto di civiltà. Per le imprese, per i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali, in egual misura”. Un ragionamento che parte da Taranto e arriva molto più lontano. Travalicando gli stretti ambiti geografici. “Senza Acciaierie d’Italia – argomenta Martino – l’Italia smette di essere il secondo Paese manifatturiero d’Europa. Un’eventualità da scongiurare, pena il declino finanziario e di prestigio dell’intera nazione”.
Ma il declino non è solo un aspetto di natura finanziaria. Esiste un declino culturale, che si riverbera nel mancato rispetto delle norme. Nell’inevasa applicazione delle direttive europee. In produzioni che avvicinano le malattie, invece che allontanarle. “Siamo assolutamente d’accordo su questi punti, ci mancherebbe. All’imprenditoria viene chiesto di essere illuminata. Di seguire quello che si definisce il ‘Modello Olivetti’: alta produttività, nel rispetto delle legislazioni vigenti; e inclusione sociale. Taranto merita un’acciaieria green, ecosostenibile. Senza guerra tra poteri dello Stato che ci trascinino in un periodo buio della nostra storia contemporanea…”.