Nel dibattito sulla possibile chiusura dei supermercati la domenica e nei festivi, l’UGL Terziario chiede garanzie occupazionali e tutele per i lavoratori, rilanciando una riflessione critica sugli effetti della liberalizzazione degli orari
In relazione al dibattito avviato da Coop e rilanciato da Il Sole 24 Ore sulla possibile chiusura dei supermercati la domenica e nei giorni festivi, interviene Giuseppe Scarciglia, Segretario territoriale UGL Taranto e Coordinatore regionale UGL Terziario Puglia.
«Il confronto oggi aperto – afferma Scarciglia – non può prescindere da una lettura storica e politica delle scelte che hanno inciso profondamente sulle condizioni di lavoro nel settore della Distribuzione Organizzata e della Grande Distribuzione. La liberalizzazione totale degli orari, introdotta dal Governo Monti, ha rappresentato un punto di svolta negativo per migliaia di lavoratori, peggiorando diritti, salari e qualità della vita».
«Da quella stagione – prosegue – il lavoro domenicale e festivo non è più considerato straordinario, ma viene retribuito con una maggiorazione limitata al 30%, determinando una perdita economica e contrattuale che i lavoratori subiscono ormai da oltre dieci anni. Una scelta che già allora penalizzò fortemente il settore e che oggi mostra tutti i suoi limiti».
UGL evidenzia come la discussione non possa essere ridotta a una questione di riduzione dei costi. «Il tema centrale – sottolinea Scarciglia – resta la sostenibilità dei posti di lavoro. Qualsiasi ipotesi di revisione delle aperture domenicali deve essere accompagnata da garanzie occupazionali certe, dal mantenimento delle ore contrattuali e dalla tutela del reddito dei lavoratori».
Dal punto di vista sindacale, l’UGL riconosce anche l’impatto sociale della proposta: «Una regolamentazione delle aperture festive può rappresentare un passo avanti verso una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare, restituendo dignità al tempo di vita delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio».
«Per queste ragioni – conclude Scarciglia – chiediamo con forza l’apertura di un tavolo istituzionale a livello governativo, che coinvolga parti sociali e rappresentanze datoriali, per affrontare in modo strutturale il futuro del settore. In alternativa, riteniamo opportuno che il Governo demandi alle Regioni la competenza sul tema, consentendo una regolamentazione condivisa che tenga conto delle specificità territoriali e occupaziona


