sabato 15 Giugno 24

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang

La sconfitta elettorale del Pd in Puglia e Campania alle ultime Politiche. Il buon governo del Sud che tutto è fuorchè buon governo. Il concetto di oikocrazia nell’interessante libro di Fabio Armao. Le analisi moscie di Enrico Letta sulle ragioni alla base della sconfitta. Il progressismo nel cono d’ombra del nuovo totalitarismo globale. Quale? Quello dei clan. CosmoPolis s’interroga e interroga. E’ la nostra idea di giornalismo

Conoscere per deliberare era solito affermare Luigi Einaudi. Senza la comprensione, lo studio minuzioso dei fenomeni, l’applicazione del principio di falsificabilità così caro a Popper, non può esserci analisi. E, meno che mai, sintesi. Non può esserci scienza matematica e umanistica che dir si voglia. Non può esserci niente, siamo nell’alveo delle mere chiacchiere. Tutto è approssimativo. Sommario. Dalla logica slabbrata. Proprio come le ragioni alla base della sconfitta della sinistra – e del suo maggior partito, il Pd – alle ultime elezioni politiche. Ragioni ripetute come un disco incantato. Un mantra ossessivo. Un passaggio obbligato. E mai approfondite del tutto. Con realismo e distacco logico. Proprio come certi pomeriggi autunnali, con la pioggia a bagnare la residua spensieratezza estiva, il partito di Enrico Letta sembra essere spiaggiato sul bagnasciuga dell’inerzia ideale. Con l’afa a smorzare le parole afone pronunciate più per abitudine che per intima convinzione. A questo schema si sottrae Isaia Sales, mediante un interessante articolo pubblicato domenica scorsa su la Repubblica. Già il titolo evoca sinistri, è proprio il caso di dire, presagi: “Con lui il Mezzogiorno ritorna all’Ottocento”. In realtà più che un lui è un loro. E loro, i due supereroi ai quali si fa riferimento insomma, sono Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. Espressione entrambi, secondo Sales, di un nuovo modello partitico: “(…) non più e non tanto il partito personale, ma il partito a mezzadria. Con una cessione di podestà del potere centrale a forme di padrinato locale”. L’analisi del voto, dopo lo scorso 25 settembre, non ammette inutili perifrasi. “Nonostante una casermesca gestione del potere da parte dei due dioscuri della politica meridionalistica – aggiunge Sales – , sono proprio le due Regioni del Sud a guida Pd che hanno registrato il maggiore insuccesso del partito lettiano. Il Pd in Campania ha preso il 15,64% dei voti, in Puglia il 16,83% rispetto al 19,07% registrato a livello nazionale”. Me lo ricordo ancora Enrico Letta, moscio com’è, poca anima, pochissimo cacciavite, poco persino nel poco, in un teatro tarantino qualche giorno prima delle elezioni. Definiva De Luca ed Emiliano i più autorevoli rappresentanti del meridionalismo progressista. E meno male che sono i più autorevoli, figuriamoci gli altri… Letta dovrebbe leggere un libro che ho appena ordinato: “L’età dell’oikocrazia – il nuovo totalitarismo globale dei clan”. E’ a firma di Fabio Armao, un docente di Relazioni internazionali all’Università di Torino. Scrive Armao: “La consanguineità, il localismo, le paure sono i nuovi parametri di promozione della politica nell’epoca della fine dei partiti. I clan ritengono del tutto legittimo difendere i propri membri, e se necessario garantire loro forme di immunità che li pongono in una posizione di privilegio rispetto ad un normale cittadino”. Gli fa eco, Sales: “Come possiamo chiedere all’Italia di occuparsi del Sud quando alla guida delle sue Regioni più importanti si continua ad accettare che sia un clan familiare, territoriale e correntizio a gestirla?”. Come possiamo chiederlo a questa sinistra? Sconfitta per insipienza culturale più che per meriti del neonato governo Meloniskin…

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