venerdì 19 Aprile 24

IL PROVINCIALE

La politica tarantina, l’Amerigo Melucci, ricordano il titolo dato da Giorgio Bocca al suo libro più indovinato. Comune e Provincia salvate dalla solitudine dei numeri ultimi. Da numeri che conservano mortificando le Aule legislative. Numeri negativi, con il segno meno, che tolgono anche quando si pensa che aggiungano

Numeri lacunosi. Difetta nella conta, il sindaco di Taranto. Manca nel calcolo, nella semplice enumerazione matematica il presidente della Provincia. Come il fanatico raccontatoci da Amos Oz, alla stessa maniera, non sa spingersi oltre il conteggio dell’uno. Non c’è cifra politica nell’Amerigo Melucci. Grandezza che non sconfini nell’acrimonia, presupposto che non evochi logiche artificiose. Al di là – e al di qua – del Ponte Girevole cambia poco alla fine. Comune e Provincia, i Palazzi del potere pubblico locale, sopravvivono senza vivere. Ansimano più che respirare a pieni polmoni. Attraversano il canale navigabile, spostandosi dalla città vecchia a quella nuova (e viceversa), aggrappandosi a numeri negativi. A zattere fortuite costruite dall’improvvisata disperazione giornaliera.

Il “civico” cinico a Palazzo di Città, l’Abate della provvidenza notarile, il diciassettesimo che per la numerologia porta male portando bene solo a se stesso, mantiene attaccata con lo sputo una maggioranza all’ombra delle colonne doriche. Due consiglieri di opposizione, forzisti tutt’altro che forzosi, approvano il Bilancio altrimenti bocciato in Provincia. E’ nel numero che nega se stesso, nella solitudine dei numeri ultimi che scorre veloce ciò che resta della politica nostrana. Che si salvano mortificando le aule legislative. Che si conservano poltrone. Che si perpetrano le indennità e i bonifici ad inizio di ogni mese. Che si baratta l’orizzonte ideale con il proprio ombelico da scrutare. Lo spessore delle zero virgola discetta sui destini di una comunità. Melucci uno e trino, il sindaco il presidente il capo di gabinetto, li chiamavano trinità, torturano i numeri perché non confessino nulla. Il pubblico è un numero bombardato da numeri. Proprio come gli elettori tarantini.

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