Tutti contro tutti. Le fazioni Dem in lotta tra di loro. Al diavolo la buona amministrazione. Al diavolo la questione morale. Al diavolo i diritti civili e le rivendicazioni sociali. Al diavolo i giornalisti che vengono tacciati, da un potere piccolo piccolo, sicari di chissà quali mandanti. Che brutta fine ha fatto la sinistra nel nostro Paese
Più che un partito sembra un cartello autostradale. Con su scritto: lavori in corso. Il tragitto prevede deviazioni a sinistra. Il PD jonico non è plurale; neanche polifonico. E’ una babele di voci. Disarticolate. Le une contro le altre. La DC aveva le correnti, la sinistra postcomunista è divisa in fazioni.
Quella di Borraccino e Lonoce che, dopo Bitetti, vorrebbero portare nella ditta anche la consigliera Boshnjaku. Quella di Palmisano che dalla Repubblica di San Marino, pardon da Martina Franca, si prende e si lascia politicamente con l’assessore regionale Pentassuglia. Quella dei Riso e dei Panzano: governisti a prescindere. Quella di Contrario: di lotta, da rivoluzioni che sanno di restaurazione perché possano spalancarsi le porte del Palazzo. Per se stesso of course. Quella di Giorno: ben pettinata, la sinistra Erasmus, educata ma impalpabile. Sempre seconda a qualcuno: ieri a Melucci; oggi a Bitetti. Quella di Filippetti: volenterosa, animata da buoni propositi, ma fuori contesto in un partito che ascolta solo gli eletti. Con un PD così, il sindaco di Taranto potrà continuare a dormire sonni tranquilli. Fare quello che gli pare. Dispensare incarichi diretti a questo e a quello. Rispondere stizzito agli imprenditori che, nei giorni scorsi, chiedevano lumi sulla vicenda Ilva. Far rieleggere alla presidenza delle commissioni consiglieri Sim Sala Bim. Dimissionari, ma con il trucco. Assegnare gli impianti dei Giochi senza una discussione, un confronto con la città e le sue espressioni democratiche. Continuare a non annoverare un assessore alla Cultura (e uno allo Sport) nello schema di Giunta.
Questo PD combatte contro se stesso, ma non combatte la cattiva gestione amministrativa. Resta in silenzio sulla questione morale. Si gira dall’altra parte quando giornalisti, colpevoli di non piegarsi alle lusinghe del potere, vengono descritti come sicari assoldati da chissà quale mandante. Insegue il potere, le rendite di posizione, non più le battaglie civile. Le rivendicazioni sociali. La verità come atto di liberazione. Se c’è un segreto, cercalo nel silenzio. Il frastuono inconcludente del PD tarantino.


