Serve che il governo nomini un commissario per il dopo Giochi. Con questa politica, con gli uomini e le donne che calcano la scena in città, con gli appetiti famelici dei nuovi (e sgrammaticati) salvatori della patria, il rischio che si disperda il patrimonio infrastrutturale conquistato con grande fatica è alto. Leggere Colin Couch e il suo Postdemocrazia
Un commissario per i Giochi. Un commissario per il dopo Giochi. Per la gestione futura degli impianti. Perché si evitino pasticci, pericolose commistioni. Perché si decida per il bene della comunità e non per il bene di qualcuno. Per ovviare alle lungaggini di una politica debole, ancella delle strutture burocratiche. Perché si combattano gli appetiti famelici dei comitati d’affari. Taranto, con la sua vicenda, ha segnato uno spartiacque tra il prima e il dopo. Il suo esempio verrà sicuramente replicato altrove.
Di fatto, l’evento sportivo di questi giorni, preannuncia quella che Colin Crouch ha chiamato Postdemocrazia. La sostituzione dell’ordinario con lo straordinario. L’avanzata dei tecnici, degli esperti, in luogo delle deleghe in bianco. La presenza competente invece della rappresentanza insulsa. La comunicazione di qualità senza prestare il fianco agli affidamenti diretti, da macelleria social, veicolata sui bus cittadini. Tra bandi spacchettati, ricche consulenze a società che dovevano fornire ragguagli sui sistemi di gestioni per grandi infrastrutture sportive, il via vai nei corridoi di Palazzo di Città dei nuovi sgrammaticati salvatori della patria, sembra avanzare il caos calmo. L’inflazionata – e parossistica – pratica delle chiacchiere e distintivo. Il nulla sottovuoto.
Se il Governo non dovesse commissariare nuovamente i Giochi, perché possa esistere e vedere la luce un dopo i Giochi, l’impegno profuso in questi anni – e nelle ultime settimane – rischia di risultare vano. Richiamo di disperdere un patrimonio, una suggestione. Un’idea altra di comunità. Questa politica, così com’è, con gli uomini e le donne che calcano la scena, non ce la fa. Bisogna essere sinceri. Dateci un commissario Montalbano. Un signor commissario straordinario al posto di lorsignori.


