sabato 13 Luglio 24

Taranto, terra di migranti

Nessuna altra città del Mezzogiorno come il capoluogo di provincia pugliese. I dati relativi al 2022 indicano in 538 le presenze complessive di migranti ospitati nel tarantino. Qui più che altrove è possibile riannodare i fili di un pensiero meridiano

Nessuno come Taranto sul tema dell’immigrazione. La città pugliese è il capoluogo di provincia del Mezzogiorno più attrezzato per quel che concerne il sistema dell’accoglienza. Quella con il più alto indice di posti disponibili rispetto alla popolazione residente. Il 35,85% per la precisione, su un numero massimo di 685 migranti da accogliere. Divisi tra hotspot, la struttura che accoglie la percentuale più cospicua, i centri Sai (Sistema accoglienza e integrazione) e i Cas (Centri di accoglienza straordinaria). I dati relativi al 2022 indicano in 538 le presenze complessive di migranti ospitati nel tarantino. Dati, questi, che dovrebbero favorire una riflessione pubblica sul tema dell’emergenza immigrazione. Lontana da steccati e forzature ideologiche. Gli sbarchi nel nostro Paese in questa estate sono vicini a raggiungere quota 100 mila. Più di 50 mila i richiedenti asilo da distribuire su tutto il territorio nazionale nei prossimi due mesi. Il decreto Curto ha riformato il sistema dell’accoglienza tornando allo schema dei vecchi decreti sicurezza. Una soluzione che sta creando non pochi problemi perché nel sistema Sai, quello dei piccoli centri di accoglienza diffusa, i posti in realtà ci sarebbero ma sono riservati a chi ha già ottenuto il permesso di soggiorno e non ai richiedenti asilo come sono invece le decine di migliaia di persone sbarcate in questi mesi. In questo quadro così come nel precedente Taranto, lo dicono i numeri oltre alla sua storia, diviene centrale per il Governo. L’attuale al pari di quelli precedenti. La più mediterranea delle città pugliesi – e forse non solo pugliesi – crocevia e avamposto geopolitico per le rotte dei disperati. Pensiero meridiano di un’umanità disumanizzata. Tutto ciò significa molte cose assieme. Nessuna delle quali superflue. L’inverno demografico, i lavoratori che le aziende non trovano più, un nuovo modello di welfare, processi culturali non votati al provincialismo bieco. Taranto maggiore centro meridionale dell’immigrazione è una grande opportunità. Ad averlo capito.

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