“Occorre aggregare aree ed imprenditori nel Mezzogiorno, soprattutto a Taranto e realizzare forme di partenariato privato snelle”
Il neo segretario della Confederazione PMI nel mondo , l’architetto Terenzio Lo Maritre interviene sullo sviluppo delle nostre economie, sulla necessità di fare impresa, ridurre la burocrazia nell’ottica di una nuova vision imprenditoriale.
Cos’è la Confederazione PMI nel mondo?
E’ una Confederazione internazionale di imprese nel mondo. E’ una organizzazione che nasce dalla consolidata esperienza dei suoi fondatori che hanno voluto generare questo importante soggetto operante nello scenario globale . La mission è di promuovere le imprese e le professionalità non solo a livello nazionale, ma europeo e continentale, partendo dall’osservazione che le regole dei mercati sono cambiate e stare sui mercati è più complicato, proprio in presenza di sfide e opportunità che si possono cogliere. In tal senso il presidente nazionale Salvatore Guerriero e il segretario Claudio Salvatore Pandico hanno costruito nel tempo un sistema di rappresentanza nazionale di micro, piccole e medie imprese secondo i dettami della U.E e articolata su piani territoriali. Oggi la Confederazione è titolare della rappresentanza generale della politica economica e sindacale sulle materie istituzionali di livello nazionale ed internazionale sui principi di mutualità, solidarietà e libera adesione.
Quali sono i motivi che l’hanno spinta ad accettare questo incarico?
Quando mi hanno chiesto di entrare a far parte della Confederazione avevamo già maturato, in circa un quinquennio, esperienze comuni nell’ambito della pianificazione sostenibile con l’associazione da me presieduta “Cammina_Ta”. Tuttavia l’accettare questo incarico rappresenta una sfida nell’ambito dei temi dello sviluppo economico del Territorio del Mezzogiorno. Ma il collante fra di noi è stato quello di parlare di Governance, e di progetti di sviluppo sostenibili, partendo dalle vocazioni del territorio e dalle opportunità di far diventare le criticità negative, criticità positive. La necessaria conoscenza strutturale e infrastrutturale del territorio è fondamentale. Un errore grave è stato pensare di costruire basi lunari su un territorio che cercava ben altro, tante volte parlando da marziani che le realtà imprenditoriali non accettavano o non capivano. Tutto ciò si è trasformato nell’uso improprio degli aiuti finanziari di Stato.
Mi fa capire meglio questi passaggi, cosa è possibile fare per invertire la tendenza?
Ci vorrebbe un tempo più lungo per risponderle, atteso che la pianificazione sostenibile è un processo di conoscenza e di previsione che può avvenire solo attraverso modelli di sviluppo flessibili e con governance capaci di proiettarsi in tempi medi e con mission precise. In parole povere occorre una vision territoriale e non urbana per costruire un sistema di reti basate su “mutual businnes”. In tal senso il modello di sviluppo è necessario. Non è lo Stato nè le Regioni, ne i Comuni che creano posti di lavoro, ma le regole dello sviluppo devono essere chiare e precise: “cosa posso fare, dove lo posso fare per garantire ai cittadini equità sociale, condivisione ed equilibrio economico”. Il PNRR individua quattro azioni fondamentali: la resilienza sanitaria urbana, il partenariato internazionale e nazionale, la defiscalizzazione degli interventi produttivi , la riduzione della burocrazia. Queste sono le regole. Le sembra che qualcuno, tranne lo Stato, stia facendo qualcosa? Tutte le progettualità proposte sono una lista della spesa. Difficilmente si cambieranno gli atteggiamenti imprenditoriali, al massimo potremmo aumentare il PIL , forse di qualche decimo, ma sicuramente non il B.I.L. (Benessere Interno Lordo).
Dunque lo scenario sarà difficilmente modificabile?
La speranza unita all’ottimismo forse sono le ultime cose che non devono sparire. Tuttavia , ognuno di noi, deve scongelare il proprio pensiero, abbandonare le ipocrisie dovute alla gestione del proprio orticello, e avere il coraggio di dichiarare le proprie idee “sostenibili” in rapporto alle proprie specificità professionali, passare dal dire al “saper fare”. Ritengo che ciascuno sia libero di esprimersi ma tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera, così come afferma in maniera garantista la Costituzione. Tuttavia non possiamo generalizzare o banalizzare questo pensiero, parafrasando Benedetto Croce possiamo dire “ che del bello forse possiamo parlare tutti , ma di estetica pochi”. Forse lo stesso è per la pianificazione territoriale, sintesi di principi di economia e urbanistica.
Quale una risposta opportuna?
E’ necessaria una vision territoriale e non urbana per la infrastrutturazione dei territori. L’infrastrutturazione del territorio (autostrade- strade – reti ferroviarie – reti marine- reti areoportuali) sono lo scheletro, l’armatura dell’economia. Ma il muscolo sono le imprese: coloro che con i propri investimenti creano posti di lavoro. La Pubblica Amministrazione deve porre in essere le regole dello sviluppo. Per fare ciò forse ci devono essere delle città capofila e sistemi di Comuni. Indispensabile in tal senso aggregare aree ed imprenditori nel Mezzogiorno, soprattutto a Taranto e realizzare forme di partenariato privato snelle e propositive .
Le sembra che oggi sia così?
Forse non si conosce dove le BRT hanno avuto fortuna (Cina/Brasile). In queste aree, la sede stradale è superiore ai 40 mt di larghezza. Taranto non ha queste caratteristiche strutturali. Un aumento dei posti di lavoro, del capitale circolare, una tecnologia migliore, fanno aumentare il PIL. Se vogliamo aumentare il PIL, quindi, `è necessario aumentare una di questa componenti, o una loro combinazione. Lo spirito delle PMI confederazione nel mondo ha come mission aiutare le nostre imprese, e dunque anche di essere un pungolo verso lea P.A . In un momento come questo bisogna intervenire con strategie e politiche di contesto che siano in grado di rendere attrattive le nostre città. In questo momento stiamo studiando sistemi per il rilancio delle politiche economiche per il segmento dell’edilizia con ipotesi di politiche di defiscalizzazione. Questi sono i temi che si devono affrontare con serenità e decisione.


