di Maria D’Urso
Bitteti alza la voce e punta il dito contro i cittadini “incivili”, i sindacati scontenti e le associazioni di categoria chiedono maggiore rispetto per le aziende
La maggioranza Bitetti predispone il nuovo “Patto di civiltà per Taranto”. Quest’ultimo è il documento di indirizzo politico, approvato da quindici consiglieri di maggioranza nel primo pomeriggio, al termine dei lavori del consiglio monotematico dedicato alle criticità di Kyma Ambiente, ex Amiu, la municipalizzata dell’igiene urbana del Comune di Taranto. Durante l’approvazione del Patto, proposto dalla maggioranza su scorta della precedente mozione presentata da Mirko Di Bello (Italia Oltre) con l’opposizione che, durante la votazione, è uscita dall’aula. L’unico consigliere di minoranza, rimasto in Sala consiliare, è stato Gianni Azzaro (Riformisti per Taranto) che in sede di votazione, seppur astenendosi, ha dichiarato di averlo fatto per “rispetto ai luoghi istituzionali” e “dare fiducia alla maggioranza, affinché si impegni davvero sulla questione spinosa di Kyma Ambiente”. Tuttavia, non è escluso che si tratti di una mossa politica preparatoria, che, per certi versi, possa presagire un eventuale ingresso, come già precedentemente riportato da CosmoPolis, nella maggioranza targata Bitetti.

Il “Patto di civiltà per Taranto”: cos’è?
Con il via libera del documento “Patto di civiltà”, l’Ente civico (in quanto unico socio di maggioranza), il Consiglio di amministrazione dell’azienda e i consiglieri comunali di maggioranza si impegnano formalmente a risanare le varie problematiche dell’azienda. Nello specifico, si lavorerà per una gestione qualificata e più sostenibile dei rifiuti e del decoro urbano in tutti i quartieri della città. Inoltre, il CDA e i consiglieri assicurano che la società indipendente di due diligence si impegnerà a verificare il quadro completo della situazione economica dell’azienda, su cui poi verrà redatto un Piano di rientro e risanamento per fronteggiare la crisi debitoria. Una volta risanata l’azienda, si punterà al consolidamento dei suoi servizi attraverso la stipula di un nuovo Contratto di servizi con un nuovo piano di assunzioni e l’introduzione graduale della TARIP (Tariffa puntuale) come strumento di equità fiscale. Ancora, come si evince dal documento condiviso, il Comune si assume la responsabilità di pubblicare mensilmente i dati sulla raccolta differenziata e i livelli di servizio, tramite il tavolo permanente del monitoraggio. Infine, l’Ente civico icontinuerà a sanzionare i soggetti che commettono infrazioni, da cui deriveranno i proventi da impiegare su altri servizi.
Le richieste delle associazioni datoriali e sindacali
Chiarezza sul futuro del management e sulla raccolta differenziata. Questo è quanto è stato ribadito e richiesto, a gran voce, dalle varie associazioni datoriali e sindacali che sono intervenute, per prime, durante la fase di dibattito. Nello specifico, il direttore di Confcommercio, Tullio Mancino, ha chiesto la possibilità di istituire più Centri di raccolta, di moltiplicare sia il numero delle pattumelle sigillate per evitare conferimenti clandestini sbagliati, sia il numero di cestini in Città vecchia. Il segretario generale provinciale di Casartigiani Taranto, Stefano Castronuovo, invece, ha proposto l’introduzione di un sistema di raccolta differenziata specifico per le utenze non domestiche, una maggiore organizzazione per i settori produttivi (alimentare, artigianale e H24), l’introduzione della tracciabilità dei conferimenti attraverso sacchi identificati con QR code o codice a barre e contenitori dedicati alle sole attività economiche. Ancora, Cisberto Zaccheo di Confesercenti Casaimpresa ha rimarcato l’importanza di “non scaricare le colpe unicamente sui commercianti”, chiedendo al contempo, di istituire un tavolo permanente sui rifiuti e di garantire maggiore equità nella raccolta dei rifiuti in tutte le zone urbane. Anche i sindacalisti Cosimo Sardelli di Cgil, Gianluca Semitaio di Cisl e Carmelo Sasso di UIL Trasporti hanno paventato chiarimenti. Per Sasso questo consiglio è “l’ennesimo sfogatoio che, concretamente non risolve nulla” poiché, ha precisato, che la due diligence deputata al controllo analogo finanziaro dell’ ex Amiu dovrebbe “essere ancora da affidare”. Ancora, il segretario di Uil Trasporti ha asserito che nessuno della maggioranza in consiglio comunale, come invece ci si aspettava, ha “spiegato come intenderebbe affrontare questa crisi finanziaria “con gli impianti fermi”.
Tra maggioranza che (vuole) salvaguardare l’azienda e l’opposizione che guarda al bene della città
Dopo le associazioni e i sindacati, hanno preso parola maggioranza e opposizione. Dopo qualche scambio ironico di nozioni storiche tra il consigliere di maggioranza Nicola Catania (DC) e di minoranza Massimiliano Stellato (Forza Italia), Giampaolo Vietri (Fdi) ha incalzato il sindaco nel rispondere, anziché preferire “temporeggiare prendendo appunti”. Poi, il conservatore tarantino ha proseguito affermando la sua contrarietà all’approvazione del documento della maggioranza: “Sindaco, siedi in quest’aula da vent’anni – ha detto– e le cose continuano a non andare bene. Avresti dovuto intervenire per tempo; non è possibile che ci siano ancora strade sommerse dai rifiuti e che l’azienda sia così indebitata. C’è incoerenza, incapacità e poca trasparenza: diteci perché il concorso è bloccato? E spiegateci come intendete risanare i debiti!”. Dello stesso avviso è stato anche il suo collega Luca Lazzaro, il quale ha lamentato di non aver “ascoltato dal management e dalla giunta strategie per fronteggiare i problemi aziendali”. Ancora, Annagrazia Angolano (MoVimento 5 Stelle) ha rimarcato l’importanza del vecchio inceneritore che “nei fatti é economicamente presente ma non operativo”, Adriano Tribbia (Prima Taranto) ha chiesto la “ripartenza del termovalorizzatore”, mentre Francesco Tacente (Prima Taranto) ha proposto l’insediamento di una commissione tematica d’inchiesta che “abbia accesso agli atti” e “possa fare luce su questa grave situazione aziendale”. Quest’ultima proposta è stata ripresa dalla maggioranza ed emendata dalla consigliera dem Luana Riso. Dalle file della maggioranza, invece, Giandomenico Vitale (Unire Taranto) ha specificato che “questo Patto é in linea con il programma elettorale vincente dell’amministrazione comunale”. Bianca Boshnjaku (Gruppo Misto di Maggioranza) ha ricordato che il tema dei “rifiuti riguarda tutti” e il nodo si può sciogliere solo e unicamente con un “Nuovo Contratto di servizi aggiornato, che detti linee di indirizzo e costi contrattuali”. Antonio Quazzico (Partito Liber Democratico) ha sottoscritto l’inserimento, nel Patto, di alcune novità come le “Key Performance Indicator, ovvero gli indici di misurazione delle performance per monitorare le attività, la premialità TARI e maggiori incentivi economici in bolletta per i cittadini”.
Il sindaco rincuora: l’azienda resterà pubblica e alza la voce in aula
L’ex Amiu resterà pubblica. Sono le prime parole del sindaco, dopo aver preso parola di fronte al pubblico e ai consiglieri. Durante il suo intervento molto “di pancia”, Bitetti non ha nascosto le criticità che colpiscono sia la città sia l’azienda, tra il “bilancio approvato con un notevole ritardo e il disavanzo di 350 mila euro”, rimarcando tuttavia l’impegno che questa nuova giunta sta avanzando per fronteggiare le varie problematiche. “Stiamo facendo il possibile per salvare l’ex Amiu – ha esordito – e su questo ci darà solo il tempo ci darà ragione. Basti pensare che siamo partiti, a luglio, con una raccolta differenziata pari al 27%, mentre ora siamo attorno al 34%. C’è ancora tanto da fare, è vero, la differenziata va estesa a tutti i quartieri e va garantito un servizio equo per tutti, dal momento che tutti i cittadini pagano regolarmente le tasse”. Ancora, Bitetti ha spiegato che starebbe funzionando il conferimento presso alcuni cassonetti, provvisori, disposti in alcuni quartieri periferici, in cui purtroppo dominano anche episodi di inciviltà: “Ci sono luoghi in cui qualcosa non va; dove qualcuno consiglia male, perché non è possibile che non appena i rifiuti vengano rimossi, poi a distanza di poche ore, vengano nuovamente lasciati. Non mi scoraggio – qui ha alzato la voce – e combatterò l’inciviltà, fino alla fine dei miei giorni. La città è come la nostra casa e non credo che ognuno di noi sia capace di riempirla di spazzatura!”. Rivolgendosi anche all’opposizione, il primo cittadino ha concluso richiedendo un “maggiore impegno politico, al di là dei colori e degli schieramenti, per migliorare il nostro territorio”.
Dal punto di vista dell’azienda dell’igiene urbana
Non le manda a dire il presidente Spalluto che, dopo aver ascoltato le lamentele dei sindacati, delle associazioni e dei consiglieri d’opposizione, tenacemente avanza la sua richiesta di collaborazione reciproca e collettiva: “Come ha ribadito il sindaco – ha detto – la nostra volontà è lasciare l’azienda pubblica. Così come è anche vero che servono fondi per rifinanziare gli impianti e ci sarebbero dei soggetti privati pronti a farlo. Questa potrebbe essere una delle tante soluzioni per risanare i debiti”. Spalluto ha rimarcato, anche lui, la percentuale aumentata sul fronte della differenziata. Sulla domanda, avanzata a margine del consiglio comunale da CosmoPolismedia, sui presunti screzi interni tra i vari componenti del cda, non ha nascosto la natura di queste frizioni: “Sì, come in tutte le aziende ci sono delle varie vedute, che possano coincidere o no, tuttavia ci stiamo impegnando per affrontare i problemi su un’unica direzione”.
Kyma Ambiente, quale futuro? La rabbia collettiva
Kyma Ambiente, com’è noto, è un argomento caldo che da diversi anni divide e anima il dibattito pubblico su questioni cruciali come la mala gestione dei rifiuti e dei disservizi legati all’azienda in diverse zone della città. Nonostante i lavori si siano svolti in un clima disteso, un po’ di tensione si è registrata oggi, in alcuni momenti, nei vari interventi, a partire da quello animato del sindaco Piero Bitetti. Quest’ultimo, che della diplomazia ne ha fatto la sua immagine, stavolta durante il suo discorso ha alzato un po’ i toni, soprattutto quando ha puntato il dito contro i “soggetti incivili”. La platea del pubblico, al di là del tavolo riservato alla stampa, pullulava di esponenti delle associazioni di categoria, sindacati, lavoratori e cittadini che, a più riprese, hanno manifestato le proprie perplessità e i timori sul futuro della comunità. Una protesta silenziosa, dal pubblico, è stata avanzata anche dall’ex consigliere Giuseppe Fiusco, con un cartello in cui chiede le dimissioni immediate del presidente della municipalizzata, Alfredo Spalluto, e della segretaria del Partito Democratico ionico, Anna Filippetti. Emblematica, peraltro, la battuta del segretario Uil Trasporti Taranto, Carmelo Sasso, nei confronti di un lavoratore Amiu che “lavora a mani nude”. Il segretario lo ha detto di proposito, mentre Spalluto spiegava all’assise quali tipi di strumenti l’azienda avesse adottato negli ultimi mesi per i suoi dipendenti. Un paradosso che, se da una parte fa riflettere, dall’altra avanza una serie di domande, prima tra tutte: dov’è la verità? Tra i risultati positivi o i risvolti negativi? E soprattutto, quale futuro attende questa azienda?


