di Maria D’Urso
Approvata la delibera di giunta che fornisce le strategie di indirizzo per il nuovo Contratto di servizi di Kyma Ambiente, la società dell’igiene urbana di cui il Comune di Taranto è socio unico di maggioranza
Novità sul futuro Contratto di Servizi di Kyma Ambiente. La giunta Bitetti, con la delibera n. 259 del 15 dicembre 2025, ha approvato la definizione delle nuove linee guida del documento principale della società dell’igiene urbana, di cui il Comune di Taranto è socio unico di maggioranza, incaricata della gestione dei rifiuti. Come si apprende dal documento pubblicato sul portale dell’Ente civico, durante la riunione di giunta erano presenti tutti gli assessori, compreso il sindaco Piero Bitetti, chiamati ad approvare le strategie di indirizzo di un atto che, affiancato da un futuro progetto di servizio, dovrebbe stabilire la rotta per migliorare la raccolta differenziata e adeguarsi alle normative ARERA ed europee. Nel documento preliminare viene, inoltre, specificata l’esigenza di riorganizzare la struttura organizzativa e funzionale della società, individuando nuove modalità di servizio capaci di superare le criticità, a oggi, registrate.
Cosa ha approvato la giunta Bitetti
È bene chiarire che questo documento non rappresenta un piano operativo dettagliato e definitivo. Non vengono infatti stabiliti i costi, né chiarito se e quante nuove assunzioni siano previste, né quanto il Comune dovrà corrispondere per il nuovo servizio di igiene urbana. Allo stesso modo, non sono ancora definiti i nuovi servizi di raccolta differenziata. Tuttavia, dalla delibera comunale emergono alcuni obiettivi che il socio unico di maggioranza, in collaborazione con l’azienda, intende perseguire una volta entrato in vigore il nuovo Contratto di Servizi, ovvero raggiungere il 40% di raccolta differenziata al termine del primo anno, il 50% nel secondo e il 65% nel terzo. Ancora, secondo quanto riportato nell’atto, la giunta si impegna anche sul fronte del riciclo e del riutilizzo, in linea con la normativa europea. A partire dal secondo anno di contratto saranno effettuate analisi merceologiche in contraddittorio tra Comune e l’affidatario del servizio, per verificare le percentuali di riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani. Dal quarto anno contrattuale dovrà essere garantito che la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani raggiunga almeno il 55% in peso. Entro il 2030 tale quota dovrà salire al 60%, mentre entro il 2035 dovrà attestarsi almeno al 65%. Il Contratto di Servizi, si legge infine nella delibera, trova copertura nel bilancio 2026, precisando che “ogni valutazione economica relativa alla gestione del servizio, che comporti variazioni rispetto all’attuale stanziamento di bilancio, sarà oggetto di successivi atti deliberativi e/o determinazioni”.
Tra atti di indirizzo e scenari politici: dov’è la verità?
Formalmente, con questo atto la giunta non definisce né costi né servizi, ma manifesta la volontà di rivedere l’organizzazione interna della società, aggiornare il modello di governance, adeguarsi a nuove tecnologie e modalità operative. Andrebbero, inoltre, rivisti i piani di assunzione, oggi ancora ancorati a un Contratto di Servizi ormai scaduto. Dunque, pur trattandosi di un documento preliminare di indirizzo, potrebbe comunque rappresentare un primo passo verso una riorganizzazione di Kyma Ambiente, che attraversa ormai da diversi anni una fase complessa: dalla carenza di liquidità, alla confusione sia interna al management sia in città sulle modalità di conferimento dei rifiuti, fino alle vicissitudini personali che coinvolgerebbero il presidente Alfredo Spalluto e il vicepresidente Mauro De Molfetta. Ciò che però non convince è proprio la genericità con cui viene evocata la riorganizzazione aziendale. Nella delibera si legge infatti: “Di dare indirizzo affinché il modello di governance della Società partecipata a controllo pubblico sia attuato, negli anni del mandato (SeS), in strettissimo collegamento con l’esigenza di un ripensamento della struttura organizzativa e funzionale della Società, tenendo conto delle nuove modalità di servizio che dovranno superare le criticità ad oggi registrate”. Ma fino a che punto il sindaco e la sua maggioranza sarebbero davvero disposti a modificare l’attuale Consiglio di amministrazione? È difficile immaginare che nel prossimo consiglio comunale monotematico, convocato dalla minoranza proprio sulle problematiche di Kyma Ambiente, i due fronti politici opposti possano convergere per un azzeramento dell’attuale Cda della partecipata. Anche perché, come già riportato da Cosmopolismedia, negli ultimi giorni il sindaco Bitetti avrebbe tentato di fermare le dimissioni volontarie di Spalluto, sostenuto dal Partito Democratico, nonostante le divergenze emerse negli ultimi mesi con De Molfetta. Alla luce di tutto questo, l’approvazione delle linee guida per il nuovo Contratto di Servizi rischia di restare un atto più simbolico che sostanziale: un esercizio di buone intenzioni, privo per ora di scelte concrete su governance, costi e responsabilità.


