Di Bello spiega, nella nota stampa, la necessità di un confronto pubblico e chiaro, nella massima assise, sui disservizi di Kyma Ambiente
Mancano solo due firme, quelle dei consiglieri di minoranza Salvatore Brisci e Gianni Azzaro, che non hanno potuto sottoscrivere l’istanza nella seduta del 28 novembre 2025 perché non presenti al Consiglio comunale. Spiegano Pri e Italia Oltre, nella nota, che al momento hanno sottoscritto l’istanza per il Consiglio monotematico sui rifiuti i consiglieri Mirko Di Bello, Anna Grazia Angolano, Emiliano Messina, Luca Lazzaro, Tiziana Toscano, Giampaolo Vietri, Massimiliano Di Cuia, Adriano Trebbia e Francesco Tacente. L’istanza, nonostante sia stata fatta circolare tra i banchi della maggioranza, non ha ottenuto la firma di alcun consigliere di maggioranza: “La loro adesione – proseguono nel comunicato stampa – è fondamentale per raggiungere il numero legale e dare seguito a un percorso atteso da tutta la comunità”.
Di Bello inoltre spiega che l’istanza nasce da una situazione insostenibile, dell’azienda del servizio di igiene urbana, per cui vuole fare fronte comune: “Kyma Ambiente registra infatti 45,2 milioni di euro di debiti, a fronte di un patrimonio di circa 25 milioni. Una sproporzione evidente che espone la società e la città a rischi molto seri, incidendo sulla qualità e sulla continuità del servizio. L’istanza richiama l’importanza dell’igiene urbana per la vivibilità della città e sottolinea la necessità di un confronto pubblico chiaro sul servizio, dalla raccolta differenziata alla dotazione dei mezzi, dal personale alle strategie di modernizzazione” ha detto Di Bello.
Il consigliere di opposizione sottolinea la necessità del dialogo e di maggiore chiarezza, ricordando che la città attende risposte e un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche: “Il Consiglio monotematico rappresenta dunque un atto di responsabilità verso la città. Serve un confronto diretto tra Kyma Ambiente, l’amministrazione comunale e tutte le associazioni dei commercianti interessate al problema, perché la pulizia urbana incide in modo immediato anche sul tessuto economico della città”. Il consigliere, conclude la nota spiegando che anche ha votato anche contro la modifica dell’articolo 30 del nuovo Regolamento di Polizia Urbana, che prevedeva un inasprimento delle sanzioni a carico dei commercianti, ritenendo ingiusto aggravare ulteriormente chi già subisce le conseguenze di un servizio inefficiente.


