di Maria D’Urso
Ci sarebbe poco dialogo tra Consiglio e Giunta. Scarse anche le comunicazioni con l’organo dirigenziale. Fine settimana all’insegna della mediazione per il sindaco Bitetti
Anche nelle migliori famiglie, a volte, è risaputo che possano nascere incomprensioni. Può capitare di non sentirsi sufficientemente ascoltati o messi al centro delle scelte. È quanto starebbe accadendo, in questi giorni, all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Piero Bitetti. Le dimissioni di Nicola Catania (Dc) dalla presidenza della Commissione Attività Produttive avrebbero, infatti, innescato un possibile effetto domino. Come lui, potrebbe aver fatto un passo indietro anche Patrizia Mignolo, rassegnando le dimissioni sia come presidente della Commissione Affari Generali sia come vicepresidente della Commissione Servizi Sociali. Una decisione che apparirebbe singolare, soprattutto alla luce del riconoscimento ottenuto dalla stessa Mignolo nell’ultimo Consiglio comunale. Occasione in cui è stata platealmente applaudita, in qualità di presidente della commissione Affari Generali dall’intera assise, per il lavoro svolto sull’introduzione nello Statuto comunale delle figure del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, per i diritti delle persone con disabilità e per il nuovo regolamento del Garante delle persone private della libertà personale.
Quali sarebbero, dunque, le ragioni di questi ripensamenti? Alcune fonti rivelerebbero che sia Catania sia Mignolo, da tempo, non avrebbero rapporti sereni con gli assessori di riferimento né con la struttura dirigenziale, al punto da considerare vana gran parte di quel lavoro, che dovrebbe essere condotto in maniera sinergica. Nonostante ciò, questi ripensamenti non sembrerebbero essere definitivi e ci sarebbe già chi è pronto a mediare e a ricucire gli strappi che, almeno per ora, sembrerebbero destinati a rientrare. Il diplomatico, in questione, sarebbe il numero uno di Palazzo di Città, per il quale si prospetterebbe un fine settimana intenso.
E se questi segnali fossero le avvisaglie di criticità ben più profonde? Non sarebbe un’ipotesi da escludere. Se queste incrinature dipendessero, davvero, da una reale assenza di collaborazione e sinergia tra presidenti di commissione e assessori, ciò rischierebbe di evidenziare la mancanza di una visione complessiva dell’azione amministrativa, favorendo dinamiche individuali anziché un indirizzo politico unitario.


