Questa sera cena con il ministro Salvini. Tacente verso il CdA di Ferrovie Sud Est. Gugliotti sempre più esperto di diritto della navigazione. E poi la scelta del prossimo presidente di Confindustria Taranto. Noi che amiamo, perché golosi, il “Patto della Crostata”, D’Alema, Berlusconi, la Bicamerale, le riforme, dobbiamo rassegnarci alle decisoni prese “in camera caritatis”
Metti una cena a San Basilio. Appuntamento, questa sera, in una nota struttura ricettiva del posto. Lungo la Statale che collega Taranto a Bari. Dalle parti di Mottola. Per l’occasione ci sarà il ministro dell’Infrastruttura e della Mobilità Sostenibile, il vicepremier Matteo Salvini. Ci saranno imprenditori. Il consigliere regionale, Antonio Scalera. Un manipolo di consiglieri comunali che arriveranno, direttamente, dalla città capoluogo. Amministratori che sedevano nella Giunta Melucci. Forse lo stesso Rinaldo in campo (a volte ritornano…). E il presidente dell’Autorità Portuale, l’esperto di diritto della navigazione, Giovanni Gugliotti.
Stasera, tra tartare e calici di bollicine, andrà siglato il Patto di San Basilio. L’accordo che prevede la promozione del consigliere comunale Tacente nel CdA delle Ferrovie Sud Est. Con annesse dimissioni del già candidato sindaco dal Consiglio comunale di Taranto, per far posto al coniuge dell’ex assessore Cosimo Ciraci. Si delineerà il profilo del prossimo presidente di Confindustria Taranto: colui – o colei – che subentrerà a Salvatore Toma. E andrà studiata la strategia per organizzare il partito in Puglia in vista delle prossime elezioni. Il generale Vannacci fa paura. Le previsioni di voto, per la Lega, sono tutt’altro che ottimistiche. Non è escluso poi, dopo la bocciatura della legge elettorale che reintroduceva le preferenze, avvenuta ieri in Parlamento, che si possa votare già in autunno per le Politiche.
Il “capitano” Salvini arriva a Taranto, ma oltre San Basilio non si spingerà. Di oltrepassare lo svincolo non ha alcuna voglia. Predilige l’entroterra, che forse gli ricorda la sua Pianura Padana, al mare. Preferendo, infine, gli amici – e i dirigenti del suo partito – agli incontri istituzionali. Alle visite ufficiali. Nella città che tra un mese organizzerà i Giochi del Mediterraneo. Nel capoluogo di provincia che avrà i treni Frecciarossa solo per l’evento sportivo. Nella realtà dove il recente Piano nazionale dei Trasporti, con l’avallo della Regione e il silenzio del sindaco di Taranto, ha negato il sogno di avere l’aeroporto di Grottaglie aperto ai voli civili. Nella Taranto con una mobilità da Terzo Mondo, insomma, il ministro alla Mobilità non ci arriva. Replicando l’esempio della Premier. Che conosce Taranto solo perché a Manduria insiste la masseria di Bruno Vespa. Ma, in quattro anni di suo governo, da queste parti non si è mai fatta vedere. Dobbiamo confessarlo: noi che siamo ghiotti, che amiamo i dolci, preferiamo il “Patto della Crostata” a quello di San Basilio. D’Alema. Berlusconi. Le riforme. La Bicamerale. E, invece, ci ritroviamo dinanzi a decisioni prese “in camera caritatis”.


