Anna Filippetti e Francesca Viggiano criticano la gestione degli interventi e chiedono chiarimenti su risorse e cantieri
Il Partito Democratico attacca sulla gestione del CIS Taranto e torna a sollevare interrogativi su risorse, tempi e risultati degli interventi infrastrutturali. In una nota, la segretaria provinciale del PD Anna Filippetti e la deputata Francesca Viggiano esprimono preoccupazione per le criticità della viabilità cittadina, in particolare lungo la SS106 e la SS7, ma anche stupore per le dichiarazioni di Luca Lazzaro, esponente della stessa area politica che sostiene il governo nazionale.
“Le condizioni delle infrastrutture sono reali e richiedono risposte tempestive e coordinate”, sottolineano dal Pd, evidenziando però quello che definiscono “un paradosso politico”: chi oggi sollecita interventi appartiene alla forza politica che, attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo, ha responsabilità dirette nella programmazione e attuazione degli stessi.
Nel mirino dei dem c’è proprio il CIS Taranto, indicato come lo strumento chiave per il rilancio del territorio ma, secondo il Pd, caratterizzato da “lunghi periodi di inattività” e da difficoltà nel tradurre le risorse disponibili in cantieri concreti. Critiche anche sulla provenienza degli interventi. “Molte opere oggi rivendicate derivano da programmazioni precedenti, senza nuovi stanziamenti significativi negli ultimi anni”.
Tre le domande poste al governo: quali nuove risorse siano state destinate a Taranto, quali opere strategiche siano state avviate e quali risultati concreti siano stati raggiunti. “La risposta è nessuno”, attaccano Filippetti e Viggiano.
Nel documento non manca un affondo politico sull’assenza del governo dal territorio e sulla gestione delle principali vertenze, a partire dall’ex Ilva, definita “tra le peggiori di sempre”.
“Taranto continua ad attendere risposte su viabilità, bonifiche, rigenerazione urbana e futuro industriale”, concludono i rappresentanti dem, annunciando che il Partito Democratico continuerà a incalzare le istituzioni “perché alle parole seguano i fatti”.


