di Angelo Nasuto
Al Teatro comunale c’erano gli esponenti politici massafresi Ramunno, Errico, già consigliere comunale e presidente del comitato locale e Monaco, candidata nella Lega Nord alle ultime elezioni regionali ed esperta nel settore giuridico perché rappresentante della camera penale di Taranto.
La giustizia: è l’argomento del momento con l’imminenza del referendum costituzionale, su cui molti cittadini al di fuori del settore giuridico sono forse disinformati. Al teatro comunale ieri sera a Massafra si è parlato proprio di questo, della bontà in teoria della riforma del governo. L’iniziativa è stata della sezione locale di F.lli d’Italia e perciò sulla discussione il parere dei presenti, impegnati ad argomentare sul palcoscenico della struttura di piazza Garibaldi, era orientato sul votare Si alle urne, affinché la riforma possa passare.
C’erano gli esponenti politici massafresi Saverio Ramunno, consigliere comunale di FdI, Teresa Errico, già consigliere comunale e presidente del comitato locale per il SI, e Marilena Monaco, candidata nella Lega Nord alle ultime elezioni regionali ed esperta nel settore giuridico perché rappresentante della camera penale di Taranto. Nell’ambito giuridico importante la figura dell’avvocato praticante Giovanni Giuseppe Vinci e come ospite d’eccezione Massimo Brandimarte, già magistrato della corte di giustizia tributaria, mentre per la politica di rilievo la presenza del deputato e presidente provinciale di FDi Dario Iaia. La serata ha visto il ruolo di moderatore del direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza.
Ad avvalorare la bontà dei principi della riforma, tra cui l’attuazione della separazione delle carriere tra PM e giudici e il riconoscimento della responsabilità civile dei giudici, erano tutti i convitati. Tra loro spiccano le parole dell’attuale consigliere comunale di F.lli d’Italia Saverio Ramunno che ha ammonito i suoi interlocutori e la platea dedita all’ascolto di un teatro gremito affinchè si vada a votare per il SI. “Al contrario di quello che qualcuno vorrebbe far credere – ha affermato ieri sera l’esponente FdI – questo non è un referendum di partito né una resa dei conti politica. Questo è un referendum che riguarda le regole della nostra casa comune, riguarda il funzionamento delle istituzioni, la qualità della nostra democrazia. La riforma è orientata a rendere il sistema più giusto, più funzionale e più moderno come quello delle grandi democrazie occidentali”. Ramunno poi ha ricordato il grande disegno democratico e liberale voluto 40 anni fa dal prof. Giuliano Vassalli, che introdusse il processo liberale accusatorio modellato su quello anglosassone. Dal punto tecnico e professionale alcuni esponenti dell’avvocatura sostengono la riforma, entrando nel merito della questione. È stato il caso dei discorsi di Marilena Monaco, avvocato penalista che ha affermato: “la vittoria del SI al referendum rappresenterebbe la conclusione del percorso iniziato nell’89 con la riforma Vassalli, che ha modificato l’articolo 111, con il passaggio da un codice inquisitorio ad un codice accusatorio. È un ulteriore passo fondamentale per riformulare la giustizia e ottenere una perfetta terzietà e indipendenza del giudice, rispetto al dibattimento tra accusa e difesa”.


