di Angelo Nasuto
A sollevarlo è il consigliere comunale Giuseppe Losavio, capogruppo della Lista «Losavio Sindaco» e componente della Commissione Consiliare Sport
A Massafra si apre un caso politico intorno all’avviso pubblico per il riconoscimento delle eccellenze sportive della stessa città, pubblicato lo scorso 16 giugno. A sollevarlo è il consigliere comunale Giuseppe Losavio, capogruppo della Lista «Losavio Sindaco» e componente della Commissione Consiliare Sport, il quale, dopo aver depositato le sue osservazioni il giorno dopo la pubblicazione, il 17 giugno, ha deciso di intervenire sulla questione la Commissione Controllo e Garanzia, riunitasi il 22 giugno. Al centro dei rilievi, due nodi: il periodo di eleggibilità dei risultati e il criterio territoriale fondato sulla nascita anagrafica.
Il primo aspetto contestato riguarda la finestra temporale. L’avviso considera, infatti, i soli risultati conseguiti tra il 1° gennaio e il 25 giugno, in un arco inferiore al semestre che, secondo lui e tutta l’opposizione in Consiglio, non corrisponde ad alcuna stagione agonistica, finendo per premiare le sole discipline con titoli assegnati entro la primavera. Così si escludono le discipline che assegnano i titoli in estate e in autunno. L’esempio portato è quello dell’atletica leggera, i cui titoli italiani assoluti si assegnano il 25 e 26 luglio.
Nelle categorie giovanili, invece, l’assegnazione è tra fine giugno e luglio, mentre i cadetti addirittura in ottobre: in tal modo gli atleti che diventano campioni in quelle competizioni non potrebbero in alcun modo concorrere. A pesare, inoltre, è la tempistica: l’avviso è stato reso pubblico quando il periodo utile era ormai quasi interamente trascorso, con soli 3 giorni tra la chiusura dell’eleggibilità (25 giugno) e il termine per candidarsi (28 giugno).
Il secondo rilievo posto da Losavio investe il criterio della nascita nel Comune di Massafra. Chiuso da tempo, il punto nascita del presidio ospedaliero locale, oggi i nuovi nati di famiglie massafresi risultano anagraficamente nati spesso negli ospedali di Taranto, Castellaneta o Martina Franca: il risultato è che così si finisce per tagliare fuori proprio i giovani che si dovrebbero valorizzare, determinando una disparità fondata sul luogo del parto. Emblematico è il caso segnalato di un’atleta nata a Taranto, pluricampionessa regionale con risultati di livello nazionale, ma tesserata per una società di altro comune, che resterebbe esclusa per il concorso del criterio anagrafico e di quello sulla sede della società: “Le eccellenze sportive – conclude il consigliere – meritano tutte di essere riconosciute, avendo gli atleti conseguito i risultati, e non a una sola parte di essi: proseguirò la mia azione politica di vigilanza, affinché un atto a contenuto premiale si fondi su criteri ragionevoli, trasparenti e uguali per tutti”. Losavio poi suggerisce di prendere l’esempio della Regione Puglia, che lanciando lo stesso avviso, ha usato criteri più equi.


