di Angelo Nasuto
La scelta della sindaca punta a rafforzare il profilo etico dell’amministrazione, ma ora il banco di prova sarà la capacità di tradurre il rimpasto in un’accelerazione dell’azione di governo
Come ripartirà l’amministrazione guidata dalla sindaca Zaccaro dopo la revoca degli incarichi agli assessori Maraglino e Lisi e l’ingresso in Giunta di Michele Bommino? È la domanda che circola con sempre maggiore insistenza negli ambienti della politica cittadina. Anche perché, a poco più di un anno dall’insediamento, l’esecutivo è chiamato a imprimere un’accelerazione all’azione amministrativa e a dare risposte concrete alle criticità della città.
Va detto che l’attività del Comune non si è mai fermata. L’ordinaria amministrazione è proseguita, ma il recente riassetto di Giunta rappresenta soprattutto un passaggio dal forte valore politico e istituzionale.
La decisione di revocare gli incarichi ai due assessori trova infatti la sua motivazione principale in una scelta di carattere etico. Al di là delle norme vigenti e della presunzione di innocenza, che avrebbe consentito sia a Maraglino, condannato in primo grado, sia a Lisi, attualmente indagato, di restare al proprio posto, la sindaca ha scelto un criterio più rigoroso rispetto a quello imposto dalla legge.
Una decisione che punta a tutelare l’immagine e la credibilità dell’amministrazione, andando oltre la mera osservanza delle disposizioni normative, dalla legge Severino in poi. Una linea destinata, però, a diventare un banco di prova per l’intera legislatura: se il principio è quello dell’opportunità politica, dovrà essere applicato con la stessa coerenza in ogni circostanza futura.
Sul piano politico, invece, il quadro appare decisamente più complesso. Da una parte resta il progetto civico che aveva caratterizzato la nascita dell’esperienza amministrativa di Zaccaro; dall’altra cresce il peso di Forza Italia all’interno della maggioranza.
L’ingresso di Michele Bommino in Giunta sembra aver ristabilito un equilibrio. Il partito azzurro conquista un assessorato, ma la conseguente surroga in Consiglio comunale porta all’ingresso di Milena Schiattone, espressione della società civile e considerata una figura molto vicina alla sindaca. Un assetto che, almeno per il momento, sembra soddisfare entrambe le anime della coalizione.
Resta però aperto il tema più importante: quello dell’azione amministrativa. Quanto a lungo la sindaca manterrà le deleghe strategiche all’Urbanistica e al Bilancio? Si tratta di settori chiave, difficilmente gestibili a tempo pieno insieme alla guida dell’intera macchina comunale.
Per questo cresce l’attesa per la nomina del settimo assessore, chiamato a completare l’assetto dell’esecutivo. Una scelta che, salvo sorprese, non dovrebbe arrivare nell’immediato. L’impressione è che si voglia attraversare senza scosse la pausa estiva per affrontare il dossier alla ripresa dell’attività politica.
Sarà allora l’autunno a dire se il rimpasto avrà rappresentato soltanto un’operazione di riequilibrio interno o il vero punto di ripartenza dell’amministrazione Zaccaro. E, soprattutto, se sarà un autunno destinato ad accendere nuovamente il confronto politico a Massafra.


