La premier legge CosmoPolis. Sposa la nostra tesi sull’operato del ministro allo Sviluppo economico. All’ex governatore del Veneto la patata bollente dell’Ilva. Può avere inizio il rimpasto chirurgico
Dalle parti di Palazzo Chigi lo chiamano “rimpasto chirurgico”. Correggere la rotta governativa nell’ultimo anno e mezzo di legislatura. Meloni ci pensa da alcuni giorni. Riflette con i suoi più stretti collaboratori. Questa destra, così com’è, difficilmente rivincerebbe le elezioni (nonostante una sinistra a trazione Schlein-Bonelli, ovunque espulsa dalla Storia, tranne che in Italia). Non ha classe dirigente. Non possiede una riconosciuta postura istituzionale. Non dice niente e, contrariamente a quanto sosteneva Giano Accame, lo dice per giunta malissimo.
Come riportato nell’edizione odierna del Corriere della Sera, il rischio da evitare è quello di trasformare l’esecutivo in un pupazzo da tirassegno. L’idea che prende forma è semplice e suggestiva al tempo stesso. Spostare quell’inconcludente di Adolfo Urso dal dicastero dello Sviluppo Economico a quello del Turismo (CosmoPolis lo scrive da due anni, sfidando gli amori galeotti d’insospettabili qui a Taranto con l’inquilino di via Veneto), rimasto vacante dopo le dimissioni di Daniela Santanché. E promuovere al suo posto l’ex governatore del Veneto, Luca Zaia.
L’Ilva è stata gestita peggio del suo italiano: una sgrammaticatura continua, onomatopeica. Dell’italiano di Urso, intendiamo. Non conosce la lingua, figuriamoci i dossier di politica industriale. Rimpasto chirurgico. L’operazione a cuore aperto può avere inizio.


