Gli effetti delle consultazioni provinciali si spostano a Palazzo di Città. Il PD chiede il terzo assessorato. Il consigliere comunale Di Gregorio chiede la presidenza di Kyma Ambiente. Tutti chiedono tutto. La democrazia ridotta sempre più a poltronificio. E quella canzone profetica di Lucio Dalla
Dopo le Provinciali, al mio segnale, scatenate l’inferno! In Consiglio comunale. Nella giunta municipale. Alla presidenza di Kyma Ambiente. Con Palazzo di Città trasformato nel Colosseo. I giochi al suo interno, però, non prevedono spargimento di sangue. Ma l’incetta d’incarichi. Le promozioni (che bocciano). Le bocciature (che promuovono). Del gladiatore, del generale romano Massimo Decimo Meridio, neanche l’ombra. Tanti piccoli Commodo, semmai: imperatori senza trono. Con la democrazia ridotta sempre più a poltronificio.
Dopo il voto di domenica scorsa in via Anfiteatro, il PD è tornato alla carica. Chiede il terzo assessorato al sindaco. La rimozione di Federica Stamerra: azione – e reazione a catena – del passaggio del consigliere Di Gregorio con il partito di Calenda. Vincenzo, Enzo per gli amici, potrebbe cedere. A patto che sia accontentato in altro modo. Come? Con la promozione di Francesco Scarinci, già componente CdA di Kyma Mobilità, attuale componente CdA InnovaPuglia, alla presidenza di Kyma Ambiente. A quel punto, soltanto allora, tutte le pedine potrebbero andare a dama. Il dedalo garantirebbe una via di uscita urbi et orbi. Alfredo Spalluto si accomoderebbe in Consiglio comunale; e, Luana Riso o Alexia Serio, entrerebbero in giunta. Mediante la regola inaugurata dai Dem, ad inizio legislatura, dello scorrimento della lista elettorale. Piazza Grande. Politica piccola. E se la vita non ha sogni io li ho e te li do/E se non ci sarà più gente come me/Voglio morire in Piazza Grande/Tra i gatti che non han padrone come me attorno a me/. Profetico, Lucio Dalla.


